Rassegna storica del Risorgimento
Risorgimento. Storiografia
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2001
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pagina
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125
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La natura del nemico
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Il carattere degli eroi negativi di questa letteratura sex crime era estremamente stereotipato: i gesuiti considerati gli avversari più accaniti e più pericolosi delle idee moderne30) apparivano come esseri asessuati, meccanizzati, razionalistici senza famiglia e patria, predestinati alla manipolazione di spiriti e animi deboli.31) I preti invece soprattutto nella loro funzione di confessori come seduttori poligami, onnipotenti, ed eterosessuali del sesso femminile, e concorrenti maschili del coniuge.32) I monaci venivano rappresentati come eterosessuali impotenti, oppure come perversi, cioè omosessuali, pedofili, sadici. Le monache apparivano come eterosessuali, diventate trigide nel eorso della loro vita monacale, oppure come lesbiche maschilizzate o come badesse sadiche (in particolare la superiora).33)
Talvolta erano anche le donne laiche ad agire. In questi casi i confessori si vedevano esposti alle fantasie di donne isteriche sovreccitate, o alle arti seduttrici di potentissime femmes fatatesi Più spesso, però, era la donna ad essere la vittima impotente. L'anticlericalismo trovò il suo proprio genere nel romanzo monacale. Di norma una catastrofe familiare costituiva l'inizio della carriera monacale delle donne: l'indigenza a causa della perdita del coniuge o del pater familias. Senza la minima cooperazione da parte sua, spesso addirittura contro la sua volontà, la giovane donna, piena di belle promesse, innamorata o addirittura fidanzata, veniva rinchiusa nel monastero da parenti sbadati o senza cuore, per essere tormentata colà alla Sade fino alla fine della sua vita, oppure per essere liberata, appena in tempo, da preoccupati padri, zìi, o ex-ammiratori, e messa nella civile condizione del matrimonio subito dopo il salvataggio.35)
Con l'aiuto di un apparato scientifico, consistente in note, in elenchi di fonti e studi, e attraverso diretti parallelismi tra casi storici e attuali,
3) G. VERUCCI, L'Italia laica eh-, p. 30. Come tali apparvero i gesuiti durante una campagna pubbli cistica, iniziata al principio degli anni cinquanta dell'Ottocento da Bertrando Spaventa (1817-1882) e portata avanti da II Progresso, il Piemonte, Il Ciménto. B. SPAVENTA, Polemiche coi gesuiti, Milano, 1951; ID., La politica dei Gesuiti nel secolo XVI e nel XIX. Polemica con la Civiltà Cattolica (1848-55), a cura di G. GENTILE, Milano-Roma, 1911.
3 A. BIANCHI GIOVINI, Osservarmi sulla protesta del Padre Pellico, in ID., Prediche domenicali, I, Milano, 1863, pp. 17-22; vedi anche I Gesuiti (4 marzo 1848), ivi, pp. 7-14. Su Bianchi Giovini G. VERUCCI, L'Italia laica cit, pp. 34-36.
33; Vedi La Beghina, Serenata alfonsìna, I Ravanelli di Padre Ambrogio e La Confessione, in Canti satirici anticlericali, a cura di L. SKTKLL1, L. FAVALOTTI, Roma, 1975, pp. 44-69.
53) E. MEZZABOTTA, Le monache in Italia, Roma, 1886, pp. 27 e 36.
34) P. CHINIQUY, Il prete cit, pp. 28 e segg.
35) , CARACCIOLO, Misteri del chiostro napoletano. Memorie di Enrichetta Caracciolo de' Principi di Forino, ex-Monaca Benedettina, terza edizione, Firenze, 1864.