Rassegna storica del Risorgimento
Risorgimento. Storiografia
anno
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2001
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pagina
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127
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La natura del nemico 12*?
della forma, questa letteratura si dimostrava legata aUa società borghese: le mostruosità del clero non rimanevano affatto senza commento, ma venivano sempre spiegate tramite le leggi della natura umana e confrontate con l'immagine positiva di una sessualità normale :
L'ardore incessante che strugge le giovani prive di amore [..,] deve per forza tradursi in qualche cosa di antinaturale, di mostruoso. La natura non cede i suoi diritti* e quando è violentata prorompe più terribile, più rovinosa. Nei monasteri hanno sede i sogni lascivi; nelle notti insonni delle recluse balzano fuori dal cervello tormentato le fantasie ignobili, spaventose, che paiono il mostruoso prodotto della volontà dei demoni; i vizii più strani hanno origine da immaginazioni monastiche. Ed è naturale che, come i giovani liberi e sani che possono abbracciarsi senza ostacoli si inebriano di quella forma onesta e naturale di amore che nulla ha da invidiare alla più perfetta innocenza, invece gli 'esseri 1 cui volontà è vincolata, legata, contorta, cerchino le vie indirette per ottenere lo sfogo che è loro necessario. Così ì delitti contro l'onestà non hanno in verun luogo tanto sviluppo e tanta gravità come nei conventi >jj
Non da ultimo, per gli effetti di tale letteratura, i preti, i monaci e le monache cadevano, agli occhi dell'opinione pubblica borghese, in misura crescente, nel sospetto generalizzato. Nella seconda metà dell'Ottocento, essi venivano sempre più spesso denunziati e criminalizzati. L'organo dei Ubero pensatori, 11 Ubero Pensiero, ad esempio, pubblicò nel 1867 una Statìstica della moralità degli institutori religiosi', riportando in essa cifre francesi:
D'onde si vede che i maestri ecclesiastici ad onta di tutto l'appoggio e di tutte le cure con cui la chiesa tenta di occultarli, furono colpevoli più dei laici per colpe semplici cinque volte,, per delitti tre volte, e per crimini dodici volte. E dopo si ci si venga a dire che la religione produce la morale? .45)
Indipendentemente dalla questione, senz'altro interessante, se queste cifre (francesi del resto e iion controllabili per il lettore) corrispondessero alla realtà, per il nostro approccio è decisivo che esse non venivano interpretate, nel senso di eccezione, o come colpe individuali di singoli clerici, ma come regola e valida per tutto il cattolicesimo. Benché proprio il papato ultramontano del secolo XIX intensificasse il disciplinamento sociale del
**> E. MEZZABOTTA, Le monache ck., p. 36.
fà II Libero Pensiero. Giornale dei Rahnalistty 26 settembre 1867, pp. 623. segg.