Rassegna storica del Risorgimento
Risorgimento. Storiografia
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2001
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La natura del nemico
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mento contro l'introduzione del voto femminile.64) Dall'altra parte però non si sentiva l'urgente bisogno di combattere tale influenza. Già nel 1872 La Capitale aveva sottolineato il carattere tautologico dell'impresa: siamo in questo bel circolo vizioso: non vogliono istruire la donna, e poi adducono la sua ignoranza per negarle la parte, il posto ch'essa deve occupare nella società.65) Per Emesto Mezzabotta, direttore della Biblioteca Patriotìca e giornalista del quotidiano radicaldemocratico II Messaggero, sembrava addirittura che l'incredulità dovesse rimanere il carattere distintivo di una cultura esclusivamente maschile:
i nostri liberali hanno tutti questa idea; se non amano la religione per sé, la vogliono nella servitù, magari nella moglie e nei figli. L'incredulità non è per costoro un principio; è una specie di privilegio autocratico, riserbato unicamente al padrone di casa.66)
Gli stessi padri di famiglia atei non solo tolleravano la devozione religiosa della moglie, ma spesso preferivano anche un'educazione ecclesiastica per le proprie figlie. Lo storico e filosofo positivista Pasquale Villari denunciò come paradossale quest'atteggiamento nel 1872, nel suo intervento su La Scuola e la quistione sociale in Italia'.
in Italia si vuole escludere il clero dalle università, e lasciarlo rinchiudersi nei suoi seminari, senza curarsi di sapere come studia e si educa; ma se i barnabiti o altri dei soppressi ordini religiosi aprono una scuola, gli stessi pretofobi vi mandano i loro figli disertando le scuole laiche. Si tratta di persone, che sono in foltissimo numero, le quali dicono di credere solo alla ragione e alla scienza. [...] Le stesse persone desiderano che i propri figli abbiano una educazione religiosa, "perché una volta almeno nella vita bisogna aver creduto", tanto più le donne, figlie e mogli, perché non ci si potrebbe fidare di una donna senza religione .67)
A causa di un modello di genere bipolare, che considerava naturale la religiosità femminile (e un certo laicismo maschile),68) anche dopo l'unifi-
W) N. URBINATI, Le civili libertà. Positivismo e liberalismo nell'Italia unita Venezia, 1990, pp. 57 segg.; R. ZANGHERI, Storia del socialismo italiano, voi. 2, Dalle prime lotte netta Valle Padana ai fasci siciliani, Torino, 1997, p. 204.
65>. La donna in mano ai preti, in La Capitale 10 dicembre 1872.
**) E. MEZZABOTTA, Le monache dt, p, 10.
W P. VILLARI, La scuola e la quistione sociale in Italia, in Nuova Antologia (1872), citazione tratta da Q. VÈRUCC1, L'Italia laica cit., pp. 151 segg.
* M. Mi LAN, Donna, famiglia, società. Aspetti della stampa femminile cattolica in Italia tra '800 e '900, Genova, Università degli studi, Istituto di Studi Storico-Politici, 1983; M.