Rassegna storica del Risorgimento

Risorgimento. Storiografia
anno <2001>   pagina <135>
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La natura del nemico
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Nei rari casi in cui in tali matrimoni misrì esplodeva un conflitto, la giurisprudenza dell'Italia liberale difese di norma la posizione della donna, e quindi la protezione dei valori religiosi all'interno della famiglia.73)
Malgrado Pegemonia dell'anticlericalismo e del positivismo sull'opinione pubblica nell'era Crispi, il cattolicesimo riuscì non solo a conservare, ma addirittura a estendere la sua influenza nella sfera privata della società. Il modello di genere bipolare si dimostrò più forte della propaganda anticleri­cale. Negli ambiti a connotazione femminile della sanità, della beneficenza e dell'educazione, la maggioranza dei liberali non poteva e non voleva rinun­ciare all'azione di donne religiose. Essa sembrava corrispondere alla natura femminile. In un certo senso il privato prefigurava così il politico. Non da ultimo la convergenza tra liberalismo e cattolicesimo, a proposito delle questioni relative all'ordinamento dei generi, ma anche dell'etica ses­suale e della famiglia, rese più facile il riawicinamento tra Chiesa e Stato nell'era giolittiana.74)
V. Conclusione e prospettiva
Il riferimento dell'anticlericalismo a categorie,, che si presumevano na­turali, come il genere, la sessualità e il corpo o l'anima, essenzializzava il Kulturkampf italiano, dando un contributo decisivo alla delegittimazione dell'autorità politica, morale ed epistemologica del cattolicesimo. Distanzian­dosi da un altro immaginario, l'anticlericalismo determinava non solo l'immagine che i suoi protagonisti avevano di sé stessi. Nella lotta contro un nemico della modernità, dichiaratosi tale, si emozionalizzavano invece anche certe idee astratte come nazione, ragione, libertà, progresso . appun­to, la separazione tra Stato e Chiesa, e si ponevano come criterio o come misura per stabilire il grado di modernità.
* S. FERRARI, A* ZANOTTI, Famiglia e diritto CÌL, p. 444.
74> E. GARIN, La questione femminile (cento anni di discussione), in Bctfagor, a. 17 (1962), pp. 18-41, in particolare p, 32; C. GALLINI, La donna dei positivisti, in Orsa Minore, 3-4, gennaio, 1982, pp. 50 segg.; I. PORCIANI, // Plutarco femminile e G. LANDUCCI, l positivisti e la servitù delle donne, in L'educazione delle donne. Scuote e modelli di vita femminile nell'Italia dell'Ottocento, a cura di S. SOLDANI, Milano, 1989, pp. 297-317 e pp. 463-495; R.L. CAMP, From Passive Subordination io Complementary Partnership: the Papal Conception of a Woman's Place in Cburcb and Society since 1878, in The Cathotic Historicat Keview, . 76 (1990), pp 506-525; L. SCARAFFIA, La santa degli impossibili Vicende e significati della devozióne a santa Rita, 'Émsij MG,, ;. 450; P. GAXOtn DE BIASE* IV ///w cittadinanza all'altra. Il duplice protagonismo delle donne cattoliche, in // dilemma della cittadinanza. Diritti e doveri delle donne, a cura di G. BoNACCHI, A. GROPPI, Roma-Bari, 1993, pp. 128-165; S. ClNGARI, Discese dai troni di nuvole. Le donne negli scélti'dìf Cmeiti. Passato e presententi. 17 (1999), pp- 43-66.