Rassegna storica del Risorgimento

Risorgimento. Storiografia
anno <2001>   pagina <186>
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Gerhard Kuck
il 1862 e il 1895, a un massiccio incremento delle accettazioni; aumentava, tea i pazienti, il numero delle donne e degli anziani, mentre tra i maschi prevaleva sempre di più, come professione, l'operaio sull'artigiano. Il paga­mento delle cure ospedaliere era sempre contemplato, spesso attraverso forme assicurative o di autofinanziamento, ma per una parte consistente ancora attraverso le casse comunali per i poveri: nel caso dell'ospedale civico di Ludwigshafen per il 22. Esclusi erano iin ogni caso senzatetto, orfani, cronici e altri casi sociali, in quanto l'ammissione nell'ospedale avveniva solo sulla base di un attestato medico. Un altro tipo di cooperazione era quello su base contrattuale; così l'ospedale diocesano di Osnabruck ricevette, dagli anni sessanta dell'Ottocento, da alcune società operaie le quote d'associa­zione pagate dai soci, offrendo loro gratuitamente le cure ospedaliere.33)
Accenni a possibili forme di cooperazione tra le società di mutuo soc­corso e le istituzioni di beneficenza si trovano anche in Italia. Vaghi indizi si riscontrano nell'Archivio storico dell'Università e No hi/ Collegio degli orafi ed argentieri dell'Alma Città di Roma, una corporazione che, trasformatasi nel 1870 in società di mutuo soccorso, tuttora esiste. Nei libri contabili per il 1903 vengono menzionati due casi di malattia che sono stati curati in ospedale. Un socio, Domenico Foglietti, nel giugno si sottopose, all'ospe­dale di S. Giacomo, a un intervento non meglio specificato è vi restò tre giorni. La registrazione relativa porta l'annotazione: Non ha percepito sussidio. Ulderico Amici, invece, venne ricoverato per quasi tutto il mese di luglio nell'ospedale di Santo Spirito, ricevendo, con 2 lire al giorno, un sussidio complessivo di 58 lire.3'4) Il terzo caso ha più risvolti. Attilio Tor­chio, vicesegretario del sodalizio, fu sospeso dal sussidio perché, malato, era uscito di casa un'ora prima di quella consentita dal permesso medico, per­messo come si legge nella seduta di consiglio del 17 ottobre 1906 rilasciato per recarsi a medicare al Policlinico .* Un ultimo indizio infine si ha molto più tardi, verso la fine della prima guerra mondiale, quando un socio, che si trovava già all'Ospizio di San Michele, domandò di poter passare al fondo cronicismo.36)
Ovviamente esiste qui un rapporto di complementarietà. Nel caso di Foglietti l'erogazione di un sussìdio sembra non sia stata neanche necessa-
Vedi i contributi di B. LEIDINGER, W. VON HlPPEL, E. BERGER, in Einmjeden Kranken in ente/// Hospital* sein eigsnes lfotr cit
3*> ARCHIVIO STORICO DELL'UNIVERSITÀ H NOBIL COLLEGIO DÈGÙ ORAFI ED ARGEN­TIERI DELL'ALMA CITTA DI ROMA (ASUCORAR), Società operaia di mutuo soccorso, voi. 40, Sussidi malati, numeri 5Ì; Wf
35) JH yerbati- del Consiglio direttivo, voi. 11, seduta del 17 ottobre 1906.
*) ìvit voi. 12, seduta del 3 agosto 1917.