Rassegna storica del Risorgimento

Risorgimento. Storiografia
anno <2001>   pagina <187>
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Istituzioni di beneficenza e legislazione sociale 187
ria, perché l'ospedale, come vuole la tradizione, nel bisogno svolgeva la sua funzione gratuitamente. Analogo sarà il discorso per il Torchio che si recò al Policlinico per farsi medicare;- anche qui sembra non sia stato necessario effettuare dei pagamenti. A proposito delle 2 lire giornaliere, invece, pagate all'Amici una cifra enorme per l'epoca, considerando che la cassa pen­sione per gli operai prevedeva neanche 90 centesimi al giorno, e che i prezzi per un chilo di carne suina o bovina oscillavano nel 1912 tra 1,50 e 2,00 lire37) ci si può chiedere se esse non servissero a coprire, in parte, anche i costi ospedalieri. Mentre sarebbe da esaminare più da vicino, in quale misura il fondo cronicismo non fosse destinato direttamente a pagare l'ospizio.
Considerate le patologie che, negli ospedali dell'Italia settentrionale tra la fine dell Ottocento e l'inizio del Novecento, sono riconducibili al lavoro fino al 40, in un caso del napoletano addirittura fin oltre il 50,38) il problema di un finanziamento attraverso le società di mutuo soccorso si pone in tutta evidenza. Tale problema si può studiare, come esemplificato, sugli atti e sui documenti delle società stesse. Ma lo si può esaminare anche sulla base dei fondi ospedalierii In questa direzione mi sono limitato, finora, a prendere visione del consistente fondo del Pio Istituto di Santo Spirito ed Ospedali Riuniti a Roma con le sue vaste serie dei libri contàbili. Da una relazione del 1909 sui servizi sanitari emerge e questo è un accenno al peso proprio delle istituzioni di beneficenza il forte ruolo tradizionale di beneficenza ospitaliera che gli ospedali romani svolgevano ancora per un accresciuto numero di malati, supplendo in tal modo, evidèntemente, all'inesistenza di ogni forma di prevenzione assicurativa. Nondimeno risulta, con la presenza di un numero più grande di pazienti paganti, quanto adem­pissero già ai compiti di un centro moderno di cura; purtroppo mancano proprio per questa parte tutti i dati sulle fonti finanziarie dei ricoverati.39)
Estendendo tuttavia nel solo ambito dell'assistenza sanitaria lo sguardo su altre istituzioni di beneficenza, diverse dagli ospedali, si scopre,
37) Atitmatfo Statistico Italiano, a cura delia DIREZIONE GENERALE DELLA STATÌSTICA1 ;É. DEL LAVORO, 2 serie, voi. 3, anno 1913, Roma, 1914, pp. 182 e segg.; cifre simili a Roma nel 1895 io. A. ESCH, N amen lo se anj Ualienreise. Handwerktr, A rheiissuchende, Vngabunden in der Dokumentation eincs deutschen Hilfsvereins in Ram 1896-1903, in EuropàhmoffilgucbitJe, Festscbriftpr Wolfgang Schifar, sfc cura di C. DlPPEU, L. KUNKHAMMER, A. NUTZENADKL, Berlin, 2000, pp. 185-202, qui p. 187.
P. PRASCANI, Ospedale e wjrtàh età liberale, Bologna, 1986, pp. 171-173.
3) ARCHIVIO DI STATO ROMA (ASR), Pio Istituto di Santo Spirito ed Ospedali Riuniti a Roma, b, 162, 2; Relazione del disertore generale sanitario Conun, Ballon sui servizi sanitari, 16 giugno 1909,