Rassegna storica del Risorgimento
Risorgimento. Storiografia
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2001
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189
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Istituzioni di beneficenza e legislazione sociale 189
biamenti statutari e amministrativi avrebbero necessitato dell'autorizzazione governativa, ma si lamentava anche delle restrizioni a proposito delle pensioni, pur ammettendo che con il loro proprio fondo pensionistico si trovavano in difficoltà*43) Comunque sia, la legge trovò poca risonanza: nel 1894 era stato appena il 17,2 dei sodalizi ad aver ottenuto il riconoscimento giuridico, ed ancora 10 anni dopo il numero era salito ad appena il 23,7.44)
Inverso era il rapporto tra società riconosciute e non riconosciute nel Belgio, dove però, dal 1904, esse ricevettero almeno indirettamente delle sovvenzioni statali. La loro posizione verso le assicurazioni sociali era, invece, divisa; erano state soprattutto, sembra, le società operaie cattoliche a chiedere leggi per la protezione contro malattia, invalidità e vecchiaia. Per quanto riguarda l'Italia, la discussione all'interno dei sodalizi verteva soprattutto sulla cassa pensioni. Già due anni prima del primo disegno di legge al riguardo, presentato alla Camera dei deputati nel dicembre del 1881, il senatore e presidente della società operaia bolognese, Gioacchino Pepoli, aveva lamentato l'insufficienza dei contributi operai per i fondi pensionistici attivati dalle società di mutuo soccorso, chiedendo delle sovvenzione integrative da parte dello Stato.45) Un anno dopo il Congresso regionale romano delle società di mutuo soccorso sostenne la stessa idea di una cassa sovvenzionata, magari limitata ai soci effettivi; in questo contesto fu discusso anche la proposta di utilizzare, per il finanziamento, alcuni fondi provenienti dalle opere pie o dalle casse di risparmio.46)
Il disegno di legge del 1881 riprendeva queste problematiche. Seguko-no altri disegni di legge sull'istituzione di una cassa pensioni, che prevedeva agevolazioni per chi, come socio effettivo di una società di mutuo soccorso, volesse iscriversi, o che attribuivano a tali società un ruolo nella loro organizzazione pratica, sia coinvolgendole nelle commissioni provinciali che dovevano decidere sulle iscrizioni, sia designandole come casse locali del-
4*> ASUCORAR, Società operaia di mutuo soccorso, voi. 7: Verbali delle Assemblee Generati dal 1883 al 1898, riunioni del 25 agosto 1886, e del 28 settembre 1893; voi. 10: Verbali del Consiglio direttivo, sedute dell'11 agosto 1886, pp. 169 e segg,-, del 2 marzo 1887, pp. 177-179, del 15 settembre 1893, pp. 286 e seguetai.
**> A. CHERUBINI, Profilo del mutuo soccórso iti Italia, dalle origini al 1924, in Per una storia della previdenza sociale in Italia. Studi e documenti, a cura deU*!STJTUTO NAZIONALE PER LA PREVIDENZA SOCIALE, Roma, 1962, pp. 81-134, qui p. 114.
*3J Cit. in G. GoZZfNI, Le politiche di weljare per l'industria, in Storia d'Italia. Annotti voi. XV, L'industria, a cura di V. AMATORI, D. AGAZZI, R. GÌ ANNETTI, L, SÈGRÈTÒÌ Torino, 1999, pp. 1161-1209, qui p. 1179.
j jifjfl/ del Congresso regionale romano delle società di mutuo soccorso tenuto in Roma nei giorni 31 ottobre e 1, 2 novembre I880t Roma, 1880, seduta pomérfa'ìanà del 2 novembre 1880, pp. 35 e segg.