Rassegna storica del Risorgimento

Risorgimento. Storiografia
anno <2001>   pagina <220>
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Francesco Borimi
II. Per un ulteriore approfondimento
Siamo così ad alcune più puntuali suggestioni di studio, sempre nel quadro della necessità di sottolineare ed approfondire l'autonomia della pro­blematica costituzionale che si intreccia con le questioni sociali e culturali. 11 pomo dato essenziale è la pluralità degli statuti, quasi varianti di un comune disegno in cui emergono i contraenti dellV/ro/: la monarchia, le fflMs- sociali (ed ora politiche) mobilitate, che avevano nel parlamento il loro orizzonte e che la costituzione di fatto ricomponeva nella struttura dello Stato. Anche sulla scorta del persuasiva percorso proposto da Pòttgen sull'onda del piroscafi provenienti da Napoli, si può approfondire questo processo di elaborazione di statuti senza un vero e proprio potere costituente. Anche una sinossi (che sarebbe opera meritoria, a partire dagli ancora essenziali contributi di Nino Cortese) dimostrerebbe le peculiari identità dei diversi stati nel comune percorso, che sostanzialmente risulta il progetto (condiviso da diversi attori) di incanalare l'incipiente parlamentarizzazione in una dire­zione moderata, che fosse compatibile con la permanenza di un ruolo forte ed autonomo della monarchia.
E il dato di fondo del primo semestre del 1848, che trova uno snodo nelle elezioni, a Napoli il 18 aprile, nel Regno di Sardegna il 27, il 18 mag­gio negli Stati della Chiesa, in Toscana il 14 giugno e finalmente di nuovo a Napoli il 15 giugno, con la nuova legge elettorale (più restrittiva solò per relettorato passivo), disposta, come sappiamo, dopo lo scioglimento del 17 maggio, "rirna ancora della prima riunione della nuova Camera, La recente ripubblicazione dello studio di Carlo Pischedda2) sul Piemonte, le nuove ricerche di Antonio Chiavistelli3) sulla Toscana, la sistemazione delle cono­scenze su Napoli4) e la constatazione della perdurante assenza di studi sullo Stato della Chiesa, dimostrano come il passaggio elettorale, come coerente ed evidente sviluppo del passaggio statutario rappresenti un elemento fondamentale del percorso àéì'apprentissage costituzionale. Vecchio e nuovo si rincorrono e si intrecciano nella realtà sociale ed istituzionale del colle­gio elettorale, tema che probabilmente potrebbe rappresentare un terreno
2) C. PISCHEDDA, Eledoni politiche net Regio di Sardegna (1848-1859), Torino, 1965; ora ID., 1848. Il vecchio Piemonte liberale alle urne, Torino, 1998.
*) A. CHIAVISTKLU, Toscana costituzionale: fa difficile gestazione dello statuto fondamentale del 1.848, in Rassegna storica del Risorgi muto, a. LXXXIV (1997), pp. 339-374*. .citato p. 370; sì veda inoltre Spirito municipale e cittadinanza nazionale: la legge elettorati toscana JeL1848 affa prova, in Stona, amminìsìWofie, costitwyorie. Armale JSAP, 1999, pp. 61-90.
*) // Parlamento napoletano del 1848-1849. Storia deWhtituto e inventario dell'archivio, a cura di C. LODOLTNI TlPPtrn, Roma, 199Ì"