Rassegna storica del Risorgimento
MOTI ; MESSINA ; 1847-48
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2002
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Nino Checco - Ernesto Consolo
l'inferiorità della dotazione di armi e munizioni dei patrioti rendeva difficilissima la loro vittoria. Si provvide ad addestrare il personale delle batterie, mentre il meccanico Cacciola trasformava la sua fucina in fonderia di palle da cannone. In tutto i mortai a disposizione dei", messinesi erano 77 contro le 300 bocche da fuoco borboniche. Una parte dei mortai a disposizione degl'insorti furono ricavati fondendo le statue di Ferdinando II e dei suoi predecessori presso l'antica fonderia deU'Andria.61)
Mentre la guida militare veniva affidata ad alcuni esuli del 1 settembre appena rientrati in città (Antonino Pracanica, Paolo Restuccia ed Antonino Miloro), i vertici politici erano in mano ai leaders della cospirazione degli anni precedenti: Gaetano Pisani, Giovanni Fronte, Filippo Bartolome-o, Antonio Catara-Lettieri, Francesco Antonio Ottaviani, Luigi Pellegrino, Antonino Caglià-Ferro, Giuseppe Grosso-Cacopardo, Emanuele Pancaldo, Domenico Piccichè, Gaetano Grano, Rosario Onofrio, Tommaso Landi, Giuseppe Aspa, Federico leni, Carlo Gemelli e Giuseppe La Farina (questi ultimi due appena rientrati dall'esilio toscano). Il gruppo più rappresentativo e consistente era di orientamento repubblicano, con punte radical-giacobine (il medico Emanuele Pancaldo e il professore universitario di chimica Luigi Pellegrino), sostenitore del suffragio universale. In esso si erano coagulate la generazione cresciuta all'interno della Carboneria e quella successiva di formazione più moderna, nonché più avanzata e collegata (spesso solo idealmente) al mazzinianesimo. Quest'ultima corrente avvertita l'insufficienza degli scherni ideologici del razionalismo si era rinsaldata attorno agl'ideali culturali e politici del romanticismo e, sul piano squisitamente operativo, era riuscita a superare i limiti della Carboneria, creando nuove forme di lotta cospirativa.
Molto acutamente è stato osservato che l'influenza del mazzinianesimo nel Mezzogiorno fu molto più estesa di quanto non lasci pensare il nomerò degli iscritti alla Giovine Italia soprattutto in considerazione della fluidità dei rapporti tra essa e la setta di Musolino e le logge massoniche, nonché dell'intreccio tra quest'ultime e le associazioni culturali (soprattutto a Messina, Napoli, Reggio Calabria, Cosenza, Monteleone, Catania).62)
<*) Collezione officiali degli aiti cit., p. 255; G, RAYNONDO-GRANATA, Le mìe sventure nel 1848, Messina, 1881, in ASM-BPS, pp. 10-12.
6-t Lo studio su Messina conferma !e considerazioni e le ipotesi prospettate da F. DELLA PERUTA In Mazginìanesìmo e democrazia nel Mezzogiorno (1831-1847) cit. Per l'associazionismo e la cospirazione nel napoletano, nel reggino e nel cosentino vedi P. ALATRI, La Calabria nel Rijorgimento cit.; G. ClNGARl, Romanticismo e democrazia nel Mezzogiorno, Domenico Mauro cit.; D. MORLACCO, Domenico Mauro cit.; D. ANDRKOm,