Rassegna storica del Risorgimento
MOTI ; MESSINA ; 1847-48
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2002
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Messina nei moti del 1847-48
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A questo proposito bisogna sottolineare che la fluidità organizzativa e le presenze incrociate in più associazioni, oltre a rispondere ad esigenze di copertura, trovano spiegazione nel clima politico e culturale del momento, anch'esso molto variegato e ricco di sensibilità e sfumature, spesso non riconducibili all'interno di un unico disegno politico e quindi di un centro di coordinamento unitario.
Lo stesso discorso può essere fatto per le affiliazioni massoniche quasi sempre dettate da un forte impulso culturale che prescindeva da una precisa strategia organizzativa.
La Massoneria aveva svolto un attività carsica, non sempre facilmente percepibile, ma comunque in gran parte riconducibile ai gruppi rivoluzionari presenti a Malta, ad Alessandria d'Egitto, nelle Isole Ionie, in Tunisia e in alcune città italiane del Mediterraneo (Napoli e Livorno su tutte). Nel 1843 erano state segnalate a Malta, oltre alla Giovine Italia, quattro società segrete: Illuminati, Uberi Muratori, Carbonari e Rigeneratone d'Italia. Quest'ultima era sorta nel giugno 1843 a Senglea forse all'interno della britannica Union Lodge, di cui faceva parte da tempo il noto democratico palermitano Giorgio Tamajo. Ciò poteva spiegarsi con l'intensa attività cospirativa svoltasi nell'isola fin dalla seconda metà degli anni '30, sotto l'egida del modenese Nicola Fabrizi e del forlivese Tommaso Zauli-Sajani, entrambi massoni. Ai due ed a Giorgio Tamajo si erano legati, fin dalla seconda metà degli anni '30, il messinese Ignazio Pompeiano, il catanese Angelo Biondi, il siracusano Diego Arangio, il senese Lorenzo Borsini ed il barone palermitano Salvatore Fatta. Fu questo il nucleo base della Legione Italica, consolidatosi e staccatosi dalla Giovine Italia nel 1839. Ad esso si legò il gruppo di messinesi non esuli, comprendente Gaetano Grano, Giuseppe La Farina, Giuseppe Morelli, Felice Bisazza, Domenico Piccichè, Pietro Quartano, Stellonio Pompeiano e Domenico Piraino. Ma per lo più, grazie alla comu-? nanza politico culturale fondata sulla matrice democratica e sulle affinità romantiche, non vi era stata alcuna rottura all'interno del fronte cospirativo messinese tra i molti seguaci di Fabrizi e i fedeli a Mazzini, come Carlo
Storia de/ cosentini* Cosenza, 1987. Riguardo al legarne tra l'associazionismo e i gruppi cospirativi di Monteleone e il Gabinetto letterario di Messina vedi il foglio ufficiale del circolo messinese Il Mauntieo, annate 1838-1842 e 11 già citato N. TRIPODI, I fratelli Platino crt Riguardo alla realtà catanese vedi M. NASELLI, // Giornale del gabinetto letterario dell'Accademia Cioenia , in Archivio Storico per la Sicilia Orientale, a. 1924, pp, 314-315; A. CARRÀ* Attività pubblicistica di Carlo Gemmellaro nel Giornale del gabinetto letterario dell'Accademia Ghent a nel 1852*1859, in // Risorgimento in Sicilia, luglio-settembre 1965, p. 334.