Rassegna storica del Risorgimento
MOTI ; MESSINA ; 1847-48
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2002
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Messina nei moti del 1847-48 31
Il tramite massonico aveva assumo prima del 1848 un ruolo di primo piano all'interno del variegato tessuto cospirativo italiano, usufruendo fuori dalla penisola e dalla stessa Sicilia di maggiore libertà d'azione e, dunque, di strutture organizzative meglio delineate. La Massoneria aveva puntato, seppur con connotazioni spesso solo solidaristiche, al sostegno ed all'educazione delle classi povere, attraverso la diffusione di asili infantili, scuole serali, casse di risparmio. Il severo mutualismo all'interno delle logge permetteva poi di garantire la sopravvivenza ad alcuni esuli in difficoltà.
La stampa clericale maltese nei primi anni '40 aveva denunciato la pericolosità della Massoneria, individuandone la provenienza per lo più dagli ambienti dell'insegnamento e del teatro. Il gruppo di esuli italiani, strettamente legato a Fabrizi e Zauli-Sajani, era infatti in buona parte impegnato nel campo dell'istruzione: a Malta il messinese Ignazio Pompeiano aveva insegnato lingua italiana e latina nel Collegio della Regina diretto dal prof. John Lawson; il senese Lorenzo Borsini, dopo aver dato lezioni private, aveva fondato una scuola di letteratura italiana e lingua francese nella propria casa di Valletta; infine il maltese Lorenzo De Caro, socio dell' Accademia Peloritana, insegnava lingua e letteratura italiana all'Università di Malta. Dell'attività teatrale a Malta si occupava il palermitano Salvatore A. Porcelli, che nel 1848 prenderà parte alla rifondazione massonica avvenuta a Palermo.67)
Tralasciando per brevità altre notizie utili alla ricostruzione della rete cospirativa preparatoria del moto è sufficiente riprodurre uno stralcio della testimonianza del democratico cosentino Giovanni Manessi, che prese parte al tentativo dei fratelli Bandiera in Calabria: [...] Nei Comitati di Parigi e Londra instituiti per conto della Giovine Italia si sono accumulate somme ragguardevoli, alfin di assoldare e tener persone pronte per un invasione in Italia Maturi n'è il capo, e Nicola Fabbrili è l'agente in Malta Morandi a Patrasso, Atene, Sira e per tutta la Turchia e Grecia, da cui se non fossero accadute funeste conseguenze per causa d'inesperienze e di troppa fretta, a quest'ora le cose sarebbero molto avanzate. Lo sbaglio preso in Turchia da Marinelli rovinò tutto il piano, rovinò i Bandiera dai quali, per la loro influenza tutto potevasi operare, e ridusse l'Italia in maggiore schiavitù e più forti catene [...]. Se per noi vorrete fare qualche cosa in avvenire potrete scrivere direttamente a Malta a Nicola Fabbrizi e Tom-
OT> Nel 1842 Felice Bigama aveva tradotto un carme di Lorenzo Di Caro. L'opera del messinese fu stampata a Malta dalla tipografia Izzo, sempre al centro del movimento cospirativo (G. OLIVA, Amali cit., voi. Vili, p. 185; V. BONKLLO - 13. FIORENTINI - L SCHIAVONE, Etbi dei itisorgwJèntù a Matta dL, pp. 43-44, 186-187 e 210.,