Rassegna storica del Risorgimento

BERTINORO ; AURELIO SAFFI ; ONORANZE
anno <2002>   pagina <91>
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Bertinoro e /g morte di A. Saffi
Si spiega quindi come i Cittadini Berti noresi consci che il loro Municipio in­tendeva di onorare in questa Città la memoria dell'Illustre estinto non concorressero in alcun modo alla spesa del Monumento Nazionale da erigersi in Forli.
10 qui trovo agli atti del Municipio solo una scheda bianca che porta il N. 1. Nulla so delle altre che furono mandate qui in epoca anteriore all'insediamento dell'attuale Amministrazione, e quella che ho sono pronto a rimandarla.
II Sindaco A[ugusto] Farini.35)
11 discorso si chiudeva, definitivamente, con quest'ultima precisazione. Ricordiamo, che, la sottoscrizione, a tutto il '95, aveva fruttato L. 11.113,50 e tale cifra si trovava depositata in due libretti per L. 10.793,50, N. 6480 e N. 7008 presso la Banca Popolare Forlivese; più un terzo libretto di L. 320, N. 05158 presso la Cassa dei Risparmi di Forlì. Comunque, non ci soffermeremo più di tanto sul monumento ad Aurelio Saffi anche perché la sua storia è talmente intricata e complessa che ci farebbe senz'altro sviare dal nostro iniziale intento; diremo solo che le cifre raccolte finirono in un conto a prò del nuovo ospedale che si veniva costruendo in Forlì: l'attuale ospedale Giovan Battista Morgagni e il monumento al Saffi venne innalzato grazie al tenore Angelo Masini e ad un contributo del Municipio di Forlì di L. 40,000. L'opera è dello scultore napoletano Filippo Cifariello e fu inaugurata nel 1921. Durante l'ultimo conflitto mondiale il monumento subì dei danni notevoli e grazie ancora ad un altro benemerito cittadino, il cav. Aldo Zam-belli, nel 1961, ultimati ì lavori di ripristino, ritornò con tutta la sua impo­nenza alla vista dei Forlivesi.
Concludiamo, quindi, questi nostri cenni storici ritornando su a Bertinoro, davanti all'effigie di Aurelio Saffi, dove immersi in un silenzio di altri tempi riandiamo con la mente agli scritti del Nostro raccolti in quattordici volumi e nella chiarezza del concetto ne riscopriamo un connubio di profonda limpidez­za ed arte. Saffi è scrittore moderato, accetta la storia qua! è e non la forza, anzi capisce che per un'Italia unita, culla di civiltà e di progresso non serve l'av­ventura rivoluzionaria, bensì l'evoluzione morale e la pratica e la predica nei staci articoli, nei suoi saggi e a tutt'oggi, pur trovandoci di fronte ad esigenze totalmente diverse, il suo pensiero è attuale e non si è del tutto compiuto: vede dinanzi a sé uomini liberi, affrancati da qualsiasi monopolio.
Questo è un po' in sintesi ciò che si coglie dallo sguardo di Aurelio Saffi e allora seguiamolo, fin dove arriva: è la strada per un domani migliore.
SERGIO TOMBARI
> Ibidem.