Rassegna storica del Risorgimento
BERTINORO ; AURELIO SAFFI ; ONORANZE
anno
<
2002
>
pagina
<
94
>
94 Ubrì e periodici
così i principali studi su Garibaldi, preoccupandosi tuttavia di offrire un panorama completo dei lavori dell'ultimo ventennio, È una scelta assai efficace perché le pagine in fondo al volume non appesantiscono la trattazione biografica, ma nel contempo offrono al comune lettore un quadro bibliografico di riferimento preciso e rigoroso. Va detto tuttavia, e costituisce il valore aggiunto del volume, che è noto che Alfonso Scirocco conosce benissimo anche la parte bibliografica che l'equilibrio interno al lavoro lo ha consigliato a sottacere.
Veniamo ora alla biografia vera e propria: essa è divisa in venticinque capitoli per un totale di 400 pagine (le 34 pagine restanti sono dedicate alla cronologia, alle note e all'indice dei nomi); la narrazione è chiara ed incisiva, e l'A. riesce a coniugare con giusto equilibrio la necessità della sintesi con l'efficacia e la nettezza della ricostruzione scientifica. Non vi è tuttavìa rinuncia ad un apporto innovativo rispetto alla tradizione degli studi, ma tale apporto è reso con semplicità, nell'ambito di un filo di lettura che si vuole mantenere rigorosamente unitario, senza lunghe digressioni che, anche se giustificate dalla formulazione di significative nuove interpretazionij potrebbero rivelarsi deleterie sul piano della ricostruzione della personalità complessiva di Garibaldi. Va sottolineato quindi che il lavoro, pur avendo Scirocco lo scopo primo di delinearci il suo profilo di Garibaldi, risulta ricco di nuove suggestioni e di inedite ipotesi di interpretazioni sui tanti momenti poco illuminati della vita dell'Eroe. Condivisibile è, ad esempio, l'affermazione che un tratto comune del Garibaldi militare è quello di combattere al servizio di autorità istituzionali riconosciute, o riconoscibili, sul piano del diritto internazionale: il suo grado di comando doveva quindi godere di un fondamento legale. Egli non fu mai un fuorilegge.
Veniamo ora ad un esempio forse il più interessante e nuovo di una fondata ipotesi formulata da Scirocco: l'argomento trattato è il momento in cui Garibaldi diventa mazziniano e iscritto alla Giovine Europa. Scirocco ribadisce l'impossibilità dell'incontro tra Mazzini e Garibaldi a Marsiglia nel 1833, incontro così caro, ancora oggi, al mito, ma circa l'ingresso nella Giovine Europa, ventila un'ipotesi alternativa a quella che vuole Canessa quale artefice primo della iniziazione di Garibaldi. Questa l'ipotesi suggerita a p. 27: L'ipotesi che nel 1835 sia stato iniziato a questa versione del mazzinianesimo è avvalorata da un fatto, trascurato dagli storici. In una lettera a Mazzini da Rio, di cui parleremo più ampiamente in seguito, Garibaldi dice di salutargli Ghiglionc, "e aggiunge se lo avvicino un giorno, voglio farlo pentire del suo silenzio". Antonio Ghiglione è un mazziniano fuggito da Genova in occasione dei primi arresti del 1833; si è rifugiato in Svizzera presso il Maestro, ha partecipato alla spedizione di Savoia, è tra i sette italiani che hanno firmato per la Giovine Italia l'arto di fondazione della Giovine Europa insieme a undici rivoluzionari polacchi e tedeschi. Nell'estate del. 1835 è inviato da Mazzini a Napoli Dovendo evitare le polizie piemontese e austriaca che lo cercano passa per la Francia e fa scalo a Marsiglia: Agostino lini fini testimonia il 7 giugno che si trova in Francia, "in un porto di mare". E ipotesi verosimile che, o all'andata o al ritorno, vi abbia incontrato il patriota nascosto nella città, e lo abbia iniziato alla Giovine Europa, trascurando poi di mantenersi in contatto con lui e, magari, la promessa di fargli scrivere da Mazzini n.