Rassegna storica del Risorgimento

MASSARI GIUSEPPE
anno <1922>   pagina <131>
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Giuseppe Massari secondo tm recente carteggio 131
naie del '48-'49 ed in quello immediatamente successivo. Vero è che: piopri: nel biennio del nostro primo esperimento nazio­nale i due amici stettero qualehe tempo vicini, ed ebbero perciò agio di scambiarsi a viva tom e: non per iscritto le impressioni ed i giudizii sugli avvenimenti quotidiani. Oiononostate tro­viamo nel carteggio tra il Gioberti ed il Massari, e specie nel­l'ultima parte, parecchi cenni retrospettivi agli avvenimenti e agli uomini di pel periodo, che ci forniscono utili elementi per lo studio é la conoscenza di essi.
Non occorre parlare qui delle lettere giobertiane quasi tutte note, ma giova invece discorrere di quelle del Massari finora inedite, sia perchè servono di commento alle prime, che acqui­stano con la pubblicazione di esse nuova luce, sia, e più, come documento della formazione spnfbuale di un uomo, che occupò uno dei posti più notevoli nel partito liberale-moderato, e che con l'opera e con gli scritti onorò l'Italia del suo tempo.
Giuseppe Massari, nato a Taranto nel 1821, cadde ben presto in sospetto della polizia, a quanto sembra, per aver cu­rata una ristampa delle Poesie del JJerehet (1). Eagioni non ben note lo indussero a lasciare la patria appena diciassettenne, e fu allora che si recò a Parigi, ove continuò gli studi scienti­fici e matematici già intrapresi a Napoli (2). In quella città in
(1) Io vedrò anche con piacere scrìveva il M, al fé. in una. di queste lettere (Carteggio, 19-E8V40, p. 34) l'illustre Giovanni Berchet, che io tanto stimo, e per ristampare le poesie del quale segretamente in Napoli ho tanto sofferto! . E molti anni dopo in uno scritto autobiografico (Da una vocazione ad unr altra in II primo passo, Firenze, 1882, pp. 120-22) nar­rava le circostanze in cui l'edizione fu compiuta, indicando come luogo della stampa Benevento. Ma il BELLORINI non fa motto di questa edizione nella sua diligente bibliografia del Berchet (in Atti dell'Accademia- Pontaniana 1919), e neppure a me; è: riuscito dì trovarne copia.
(2) Perche il ?C lasciò la patria? Narra lo SPAVENTA *** dalle sue pa­role ai argomenta che riferisce in quel punto le confidenze fattegli dall'amico ohe il M. era ascritto alla Giovam Malia di Benedetto. ìlmoino e ne posse­deva gli statuti. Suo padre se no avvide, ed avendo la Poìtei iniziato un processo per quella setta, lo fece allontanare da Napoli pefr : timore ohe vi fosse coinvolto ancb'egli, ciò ohe non avvenne, perchè il nome del IL non fa nò scoperto, né denunciato ; tìosl lo SRATBNTA (Discorso mila inaugura-ehm M wmwmnto u WLM OW Napoli, 2 ediz Trani, 1895, pp. Ì/pÌÌ.Ìj! ma le cose non poterono andare a quel modo, perohò quando