Rassegna storica del Risorgimento
MASSARI GIUSEPPE
anno
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1922
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pagina
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133
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" Giuseppe Massari secondo un recente carteggio 133
rarchia e che trovava Invece, seguito nel Mazzini e nei suoi amici. D'altra parte la sua posizione di profugo in paese straniero per motivi, dicevasi, politici non era la piti indicata per riconciliarlo col mondo accademico ufficiale, in cui pontificavano il Oousin ed il Villemahx In tali condizioni il Gioberti fu per il Massari una rivelazione. Già nella lettura della Teorica lo aveva colpito il concetto che la religione rivelata fosse perfettamente conciliabile colla mente umana e col progresso civile delle nazioni. Quando poi nel 1840 ricevette dal Gioberti stesso la Introduzione allo studio della filosofia, non potè trattenersi dallo scrivergli, fra l'altro, queste parole: Allievo del buon GalJuppi, io ho imparato a ridermi del sensismo di buon'ora; ma, siccome quell'egregio filosofo, felicissimo nel rovesciare quelle insensate e speciose teoriche, non ha poi con l'istessa fortuna edificato, così io ho sempre inteso un vuoto nella mia niente ed ho simpatizzato colla filosofia kantiana per manco di meglio; dimodoché, ontologo per ineli-4 nazione e per passione, mi mancavano i mezzi per esserlo per convinzione di ragionamento. Io veggo con immenso pia- cere la via che voi battete, e spero, dallo studio profondo e <c coscienzioso di ossa* addi ventar completamente quel che de- sidero, ed aver l'onore un giorno di contarmi come il più umile dei vostri discepoli (1).
Di lì a poco il Massari si recò a Bruxelles e vi conobbe personalmente il maestro. Oramai aveva trovata la sua strada. "Erano quelli gli anni in cui Jt filosofo torinese si veniva preparando all'opera, che lo avrebbe reso celebre nella storia della letteratura politica e del Eisorghnento italiano. I concetti fondamentali del Primato, che già avevano fatta apparizione nelle opere precedenti, s'incontrano qua e là anche nella corrispondenza col Massari. A mano a mano che il Gioberti veMva maturando nella mente il suo libro immortale, ne comunicava all'altro i concetti più notevoli, e il Massari approvava con entusiasmo. Pur tuttavia intorno ad alcune idee politiche importanti manifestate dal maestro 1 discepolo espresse, timidamente qualche riserva. È del 18 dicembre 18é0 ima lettera del Gioberti ai Mamiani, in cui si leggono queste parole: il far
d'Italia un solo stato, cosa bellissima, è ai dì nostri una
(1) Carteggio, 19-IX-M0, pp. 82-33.