Rassegna storica del Risorgimento

MASSARI GIUSEPPE
anno <1922>   pagina <137>
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Giuseppe Massari secondo un recente carteggio 137
Né se ne allontanò dopo la stolta persecuzione, a cui andò incontro di li a poco tempo, allorché fece l'inutile tenMvo di tornai'' in Italia e di fissare la sua dimora im Toscana, dove sperala di procacciarsi onorata e modesta sussistenza . Su questo episodio finora poco noto (1) mi fermerò alquanto, espo­nendo quello che son riuscito a saperne da una delle lettere del Massari testé pubblicate e da qualche documento esistente nell'Archivio napoletano.
Il Massari lasciò Parigi il 23 dicembre '43 recandosi diret­tamente a Torino, dove rimase una ventina di giorni conten­tissimo, senza che ricévesse molestia o disturbo di sorta alcuna . Indi riprese il viaggio per Milano, ma alla frontiera del Ponte Nuovo di Magenta sul Ticino venne fermato dalla Polizia austriaca. Perquisitogli il bagaglio, gli si rinvennero cinquanta­quattro lettere, in parte suggellate e in parte aperte, dirette a persone o sospette o sorvegliate di varie città d'Italia. Seque­strate queste carte, furono spedite a Milano, perchè venissero esaminate, mentre il viaggiatore rimaneva trattenuto al posto di polizia della frontiera. Ohe cosa era avvenuto che giustifi­casse una così grave misura? Circa due anni innanzi, nell'agosto del '42, era stato arrestato a Livorno il lucchese Luigi 'Goliardi proveniente dalla Spagna, dove aveva servito in qualità di te­nente, e tra le carte sorpresegli si era rinvenuta una lista di persone notoriamente liberali, in cui figurava il Massari. L'anno seguente, 1843, la spia Partesottìy tenendo avvisata la Polizia austriaca di tutto ciò che avveniva a Parigi tra gli esuli, se­
dila Gozzetta, italiana , ohe è contro la Giovane Ittilm (Ivi. 9-MH-'4S. pp. 357-8j BARBI lìRA, loc ci(,.: MAZZINI, Epistolario, XV. 105). Non parlo dello invettive contro i repubblicani dopo il H8. Un po' crudele ed esagerato, ma non del tatto ingiusta fioatto', sembrerà dopo di ciò il giudìzio olio il Mazzini dette del M,, oJie, dopo esseee 'stato rivoluzionario e repubblicano, a* 6 fatto ora cattolico, ben intoso senza credere in cosa alcuna, o pacifico (Epistolario, XV, 106). Ècco qxim M. non fu mai tiyQimimmw. * se non nella imma­ginazione del Mazzini, al quale avvenne spesso di ingannarsi nei suoi giu­dizi su nomini e cosej ma i contatti del M. coi rivoluzionari! e i repubblicani in Parigi fecero erodere al Mazzini ohe lo fosso egli pure, ragion per cui quando vide ohe nella Gazzetta italiana difendeva il Gioberti, lo consi­derò come un! transfuga, mentre in realta non lo oro.
-(0,)- sp aeeenna brevemente e non esattamente lo SPAVENTA, pp. LIl-LTH.