Rassegna storica del Risorgimento
MASSARI GIUSEPPE
anno
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1922
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pagina
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139
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r Giuseppe Massari secondo un recente carteggio 1S
Di tutto ciò venne dato comunicazione, come al solito a Firenze, a Torino, a Roma e a Napoli, sicché il povero Massari si vide bentosto preclusa ogni via che non fosse quella del ritorno in Francia, dove rimise piede subito dopo. La pillola mi riesce tfco piti dura ad ingoiarle scrisse egli al suo arrivo in in Parigi inquantochò non so realmente capire 11 perchè della persecuzione arrabbiata di cui sono vittima. Certamente [*- -odio li austriaci e MWi vederli cacciati per sempre dalla nostra cara penisola, ma, solo, inerme e tanto giovane, che male io posso fare all'Austria, stando in una provincia quar lunque d'Italia? D'altra parte le mie opinioni politiche sono moderate non per calcolo, ma per profonda e sincera con- vinzione: vorrei vedere migliorate le condizioni del nostro paese, ma per le vie del progresso morale e civile, per i forti studi i, per li atti di coraggio civile. Le cospirazioni le ho sempre disapprovate da un pezzo, e le congiure delli esuli le ho sempre riguardate come cose ridicole e nocevoli. Ciò è tanto vero che fra i fanatici passo per un girondino, per un dottrinario, e tutti i miei amici sanno le ingiurie basse e vili delle quali mi hanno onorato i membri della G. Italia (1). Una dichiarazione piti esplicita di questa non si potrebbe desiderare.
Del resto i fatti dettero ragione al Gioberti quando Pio IX iniziò per primo nella penisola una politica italiana. Fin dal V1845 il Massari lo notiamo a prova dell'influsso esercitato su di lui dalle dottrine del maestro rallegrandosi delle onoranze, che si rendevano annualmente ai sommi italiani in occasione dei Congressi scientifici, era uscito in queste profetiche parole: Pisa e Firenze hanno ricordato ed onorato Galilei;
alone di fedo dandosi nello braccia di un confessor da (pei diplomatico destinatogli- , e ohe infine la Polizia napoletana, in. seguito alla scoperta fatta alla frontiera milanese, gli avrebbe vietato il ritorno in patria, ciò che fin allora non orasi creduto di fare per mancanza di ragioni sufficienti. Neppure una parola, corno si vede, dell'edizione del Berohet, o di altre colpo politi-dio precedenti, eppure, iwvi fossero state, il Del Carretto non avrebbe trascurato di elencarlo.
(1) Catèto, 22-lv"-'4i, p. 291 : in questa lettera a M. narra le avventure del suo viaggio in Italia. Il M. si rivolse nel '45 al conte di Siracusa per ottenere la revoca dei divieto di tornare nel Regno {Ivi, 17-TO45, p. 349).