Rassegna storica del Risorgimento

MASSARI GIUSEPPE
anno <1922>   pagina <140>
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1*0 Ofaseppe Pai aduno
Milano, Cavalieri; Napoli, Vico; e Genova onorerà Panno ven­turo il gran Colombo. In altre condizioni il nostro povero paese farebbe miracoli, ed una parola elle partisse da Boma opere­rebbe prodigi; ma Iddio finora non vuole, ed a noi è forza sot­tometterci ai divini decreti (1). Quando la profezia si avverò e parve che la dottrina giobertiana stesse per tradursi in realtà il Massari tornò in Italia, fermandosi dapprima a Tornio, dove l'editore Pomba lo aveva invitato a collaborare nel Mondo illustrato . Si sa quale parte avesse questo giornale nel dif­fondere le idee del Primato (2). Il Massari, che ne scriveva gli articoli di fondo, vi trattava la parte politica. Si occupava sopratutto scrisse lo Spaventa delle cose -e degli uo- mini di Inghilterra e dì Francia, in quanto specialmente aves- sero attinenza alle cose d'Italia. Scriveva di Pio IX col più ardente entusiasmo. I suoi concetti fondamentali erano quelli del Gioberti: unione ed armonia della religione colla civiltà, dell'ordine colla libertà,, dei popoli con i Principi, dello Stato con la Chiesa e dei Principi* italiani tra loro con a capo il Papa. Biforme graduali e proporzionate alla coltura ed al- l'abito nazionale.Sgolo così gl'italiani si prepareranno agli eventi che la Provvidenza destina (3). Ma la dimora a To­rino, dove partecipò a tratte le manifestazioni che si svolsero colà per le riforme, gli si rese ben presto intollerabile. Un po' la condotta esitante ed incerta tenuta da Carlo Alberto per quasi tutto il 1847, un po' anche la diffidenza che ispi­rava il giobertismo del Massari nei rosminiani e negli aliai awersarii del filosofo numerosi in Piemonte (4); queste ragioni, e forse altre che ci sfuggono (5), indussero il giovane patriota
(1) Carteggio, 18-IV-'4, pp. 34041,
(2) E. PASSAHONTL R giornalismo giobertiam In Torino nel 1847.-1848, Boma, 1914, p. 22 o segg.
(3) SPAVENTA, p. LIT.
(4) Il M. deplorò spesso la condotta oscillante del re, ohe si nlk-ira-vo in un continuo operare contradittorip da parte del governo (Gai-teggio, l2-lV-'47. pp. 368-69; 18-VX4t" 870-80? ÓATlM:, p. 386). La diffidenza dei roBffii-niani per È ftOite luogo a qualche allegro episodio (Carteggio, 204VMÉF, pp. 371-2;: titìl.. p. 8I8)w
(5) Dico questo perche il M, lasciò il Piemonte nonostante il mutato atteggiamento del re, Che aflammùiò risolutamente per la strada delle. riforme.