Rassegna storica del Risorgimento
MASSARI GIUSEPPE
anno
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1922
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pagina
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141
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Giuseppe Massari secondo un recente carteggio 141
a lasciare quel paese ed a passare in Toscana, dove entrò nella redazione do>U Patria. '
Siamo così arrivati al 1848, anno di cui, per lo ragioni già accennate, ci rimangono pochissime lettere, anche oneste però di grande importanza.
Fin dal 1847 il Massari non aveva approvate le esagerazioni demagogiche di Soma (1); l'anno dopo si dolse che la rivoluzione di Vienna avesse accelerata quella di Milano, e che per tale anticipo l'esercito piemontese fosse dovuto entrare in campagna prima di aver compinti i preparativi necessarii. Inoltrò la cacciata degli Austriaci dalla Lombardia per furia di popolo e senza l'aiuto delle truppe di Carlo Alberto arreco, ai suoi occhi, grave pregiudizio alla causa dell'unione. La parola repubblica- scriveva egli da Milano corre su molte bocche, è i savi e Coloro che preveggono il futuro ne sono sgomentati. Repubblica in Italia oggi vuol dire confederazione di repubblichètte, divisione, municipalismo . Occorreva invece predicare la necessità dell'unione senza dir chiaramente di Carlo Alberto (2). Parole nelle quali non si deve vedere una manife stazione di alberiismo da parte del Massari, poiché in esse si accenna, come appare evidente dal contesto della lettera, soltanto all'unione della Lombardia al Piemonte (3). Era necessario avvertir questo perchè nel Parlamento napoletano del '48 il Massari godette la fama insieme con pochi altri colleghi, come lo Spaventa e lo Scialoia, di albertista, cioè di avversario dei Borboni e dell' indipendenza del Eegno e di fautore dell'unione al Piemonte sotto la Gasa Sabauda (4). Ebbene risulta da queste lettere che tale fama, respinta del resto dal Massari stesso (5), era del tutto ingiustificata. Già si è visto che egli fu assai malcontento della dimora a Torino nel 1847, e se ne
(l1) GwlWtio. 30-VOS j>. 385>
(2) Carteggio, 3-IViS. pp. 420-2].
(3) Lo elico chiaro anche nell'altra lettera del l3-JV-'4* (CartmiO) p.424): Se la iptaift ed il Memorino fatino mio Stato solo, se no li ordina un monarchica tìostttnsnottó, siamo mm*- toneremo atte repnbbìichette > od ai gretti iistii elei medio evo .
(4) k. fàf IOKVHÌE. pfmW> ] M*~to CVMi (li Muffii;?* odìss., pp. XXI-XX1I} e con maggiore aàseratiKWj ,SIAVBTÀ, ivi p. W*
(5) Qaai di Napoli, p* SJ82.