Rassegna storica del Risorgimento
MASSARI GIUSEPPE
anno
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1922
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pagina
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142
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** Giuseppe Paladino
allontanò nonostante il mutato atteggiamento del re L'anno dopo, partigiano entusiasta della guerra d'indipendenza, ammirò Carlo Alberto, 0he se ne fece iniziatore, ma pensò sempre che essa dovesse farsi con "le forze di tutta la nazione, e deplorò la mancata conclusione della lega fra Napoli e il Piemonte (1). Nel 1849, dopo la morte del re, scrisse parale severissime al suo riguardo, le quali, anche se vogliono spiegarsi in parte col risentimento per aver trattato male il Gioberti, non cessano perciò di essere molto significative (2). Dov' è V altertismo del Massari! Ohe se per àlbertista si vuole intendere fautore dell'idea nazionale e della guerra contro l'Austria nella quale quella s'incarnava, allora è tutt'altra cosa; e si può ben ammettere che il Massari lo fosse fin dal '48, come del resto fautori della guerra per l'indipendenza in quell'anno furono, sia pure fino ad un certo punto ed in modo tutto particolare, anche i ministri di Ferdinando n e il re stesso, prima che la rivoluzione e il distacco della Sicilia li costringessero a rinchiudersi in se stessi e a provvedere ai casi propri (3).
Ma se il Massari non avversò i Borboni, nò favorì l'unione del Begno col Piemonte nel '48, ciò non significa che egli non facesse un passo innanzi in quel senso posteriormente. I fatti provano anzi ohe egli fu, fra i patrioti meridionali, uno dei primi e più fervidi sostenitori dell'unità sotto la Casa sabauda. Le lettere, venute ora hi luce, si arrestano al 1852, e non ci presentano' compiuta quell'evoluzione; ciononostante troviamo in esse gli elementi che, pur in mezzo a sconforti e- ad abbandoni, temperati da una viva simpatia e dalla più cordiale fiducia
(X) Ivi, p. 95, 140 e ?. GTioiwaim. Rùmovameitto, Napoli, 1864. I, 14Q4Ì, he segui in questo il Mossati.
(2) Corteoffto, 9-lX-'49, p. 482: * Di Carlo Alberto sono obbligato per le ' eircostenae, e perchè e morto infolioe; ina so la svia duplice e vile condotta con voi, e non posso di certo onorarne la memoria. A voi, elle- l'avevate redento daU*infamia, qnol Principe doveva gratitudine immensa: vi ha t- compensato col tradimento. S Iddio solo può perdonargli tanto pebcatoyaon l'Italia, non i nostri amici ,
(8) Per tatto ciò vedi i mie lavori B Governo napoletano e la. bao, ita? liana nel morso e nell'aprile >', in Bass. slot, del Risorg. , IV (1917) e II Governo napoletano e U amrra del W0, in Snova Rbr. Stor, Ut (1919), IV (1920), V (1921).