Rassegna storica del Risorgimento
CADORE ; MOTI 1848
anno
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1922
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145
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5 insurrezione del Cadore nel 1848 145
di territorio, mossero contro all'inimico, per circondarlo, mentre con lo sparo del cannone e col suono a stormo delle campane raccoglievano gente da tutto il Cadore. Allora si avanzarono dal Corpo nemico un maggiore e due Ufficiali con Bandiera bianca, condotti da un prete Barbaria d'Ampezzo, già professore ad Udine, il quale spargeva copia della capitolazione di quella città. Questi parlamentarii chiesero di abboccarsi col Capo dell'appostamento, Galeazzi, Essi, come egli si presentò loro, gli esposero la domanda di poter passare liberamente colla loro armata per raggiungere l'Esercito Tedesco di Nugent, promettendo di non fare alcun male, e chiedendo che i nostri deponessero le armi. Il Comandante rispose negando fermamente ogni cosa; e, siccome il Maggiore nemico instava nella sua domanda, l'altro soggiunse: No, no, non mai! siamo determinati a qualunque resistenza.
I parlamentari allora volevano arrestarlo; ed egli rispose, che se violavano in tal modo la fede pubblica, avrebbe chi lo vendicherebbe. Eilasciato a queste parole, tutti rifcornono ai loro posta; non prima per altro che uno degli Ufficiali udendo lo squillo delle campane, domandasse che fosse questo suono: al che, il nostro Capo rispondeva: si suona V agonia o per voi per noi.
Infatti, a quel suono tutti erano accorsi, e in poche ore trovavansi raccolte 4000 persone, tutte animane a resistere sotto il comando del Capitano Pietro Calvi, incaricato del Governo Veneto alla difesa del Cadore.
Queste genti, cui accresceva il coraggio il vedere le proprie donne accorse sul luogo con forche, con picche, con ispiedi, per congiungersi ai mariti ed ai figli nella comune difesa della patria, si versarono sulT Esercito nemico forte di 1500 soldati agguerriti, e di 60 cavalli. H combattimento durò quattro ore. Il nemico fu scacciato di posizione in posizione, fino alle sue trincee. Allora i nostri, già varcato il confine e spintisi fino alle case di Acquabona nell'Ampezzano, furono fermati dai loro -Capi, che non reputarono sicuro l'inoltrarsi maggiormente; e, sopraggiungendo la sera, ritiravansi dentro al proprio confine, ove pernottarono armati. I Cadorini ebbero due morti e cinque ferità: il nemico un numero senza confronto maggiore, fra cui
un Ufficiale.
pa spedito, frattanto, un bando in ogni terra del Distretto
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