Rassegna storica del Risorgimento
CADORE ; MOTI 1848
anno
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1922
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pagina
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149
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Recemioni 149
Lettere dal campo e dalla prigionia (1848) del capitano CARLO LANDI pubblicata dal pronipote avv. ALFREDO BRUCHI. Siena, Stab. Arti Grafiche Lazzeri. 1921, pp. 46.
Opuscolo di piccola molo, ma importante; e pregevolissimo sotto ogni riguardo. L'avvocato Alfredo Bruchi: wmu si e limitato a pubblicare le lettere del suo benemerito antenato, ma in un empio 8badie introduttivo (pp. 7-28) ha raccolto notizie copiose iutornpVpla vita di lui e, insieme* intorno al movimento liberale patriottiiGO nella città di Siena prima e dopo il 1848.
Porcile Carlo Laudi comìncio, in giovane età a propugnare principi ifièj roli e ad essi si mantenne fedele per tutta vvlta. Nato nel 1815 da genitori eletti per qualità di animo 0 di mente, consegni giovanissimo la, laurea dell'una e dell'altra legge nel patrio ateneo e, ancora studente, fece parte col nome di Castracelo Gas tracane della congrega della Giovane Italia stabilita in Siena che fn la più notevole in tutta la Toscana. Più tardi, dichiarata la prima guerra d'indipendenza, partì col grado di capitano della Civica insieme agli altri volontari senesi e agli studenti della Guardia universitaria e si portò valorosamente in tutta la campagna, speoialmente il 29 maggio a Montanara, dove rimase prigioniero con il colonnello Saraoini ed altri commilitoni.
Tornato in patria olla Une di settembre, dopo breve prigionia a There-sienstadt, fece parte del Circolo Popolare Fraterno , accettò l'incarico della formazione di nu battaglione di bersaglieri volontari per soccorrere Venezia e nell'anno successivo, quando già la causa dell'indipendenza volgeva a rovina, non ricusò Pufficio di membro della Commissione governativa provvisoria, cui era chiamato dalla stima delle autorità e dalla fiducia dei concittadini.
Alla restaurazione del governo granducale subì persecuzione, arresto ed esilio. Una prima volta sotto l'accusa di aver permesso e autorizzato il fermo e la visita dello carrozze e dei furgoni di corte che nel febbraio 1849 dovevano seguire il Granduca esule volontario a Gaeta. Ma non si trovarono elementi necessari per procedere giudiziariamente contro di lui e dopo pochi mesi venne compreso nell'amnistia e liberato. La seconda volta, nell'agosto 1852, quando, in seguito all'attentato contro un delegato di governo, si scoprirono le fila di un'associazione politica avversa al Governo. Allora, dopo vari mesi di oarcero preventivo, fu condannato a 18 mesi di esilio a Borgo S. Sepolcro.
Anche in seguito Carlo Landi continuò a propugnare gli ideali della prima giovinezza 0 morendo nel 1873 potò vedere compiuto il suo sogno e gioire, prima, della liberazione della sua Toscana, poi. dell' indipendenza e dell'unificazione di tutta la patria italiana.
Notevole importanza hanno le 24 lettere dal campo e dalla prigionia pubblicate nella seconda porte dell'opuscolo (pp. 2542). Semplici e Schiette, minute nei particolari circa coso 0 persone, essa portano un nuovo contributo