Rassegna storica del Risorgimento

CADORE ; MOTI 1848
anno <1922>   pagina <150>
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Recensioni
di notìzie alla campagna dei volontari toscani in Lombardia e particolarmente alla parte ohe ad essa presero i corpi senesi. Le ultime, quelle della breve prigionia, confermano quanto già era a nostra cognizione, oiokiche gli Austriaci si dimostrarono nmani verso i nostri prigionieri e ohe i Trentini in quell'ocoa-sione diedero molti segni di pietà, e di simpatia ai loro infelici e connazionali. Le lettere sono dirette da Carlo Landi al fratello Pietro, che era di idee opposte alle sue, una all'amico tenente Buonaventnra Alberti, e le più alla cognata Faustina che forse più del marito doveva intendere e condividere l'ardore del combattente e le pene del prigioniero. Qneste ultime specialmente sono ric­che di frequenti accenni a militi e a personaggi senesi Vi sono particolar­mente rammentati, fra gli altri, Alfredo Newton discendente dal grande astro­nomo. Capitano della Guardia Civica, ferito in combattimento e creduto morto, Demetrio Ciofi presidente del Circolo Popolare Fraterno, Francesco V'annetti: di Pistoia prefetto provvisorio a Siena nei primi mesi del 1849.
L'opuscolo in bella veste tipografica ò adorno di vari ritratti e illustra­zioni (v'ò fra le altre la riproduzione di nn acquerello della fortezza di The-resienstadt) ed è anche corredato, in appendice, di una lunga nota bibliogra­fica (nella quale per altro mancano gli studi sulla campagna dei Toscani in Lombardia di Demetrio Marzi, di Giuseppe Rondoni, di Piero Marcuoci Poltri), e di una nota dei condannati con sentenza del 5 marzo 1853 del Consiglio di prefettura di Siena dopo l'attentato al delegato del governo.
Con felice pensiero l'opuscolo e dedicato a Ferdinando Martini per la quarta ricorrenza dei suoi venti anni .
ERSIUIO MICHEL.
SAVERIO LA SORSA, Un decennio di brigantaggio nella provincia di Bari. Bari, Stab. Tip. O. Pansìni e F.o, 1919, pp. 85.
Dopo la battaglia di Austerlitz e la pace di Presburgo (26 dicembre 1805), re Ferdinando di Napoli, di fronte alle minaccio di Napoleone, abbandonò precipitosamente la Capitale e di 11 a poco i Francesi occuparono nuovamente
il Regno.
Giuseppe Bonaparte, per non turbare troppo le provine, prescrisse ohe durassero le antiche leggi ed uffici e non si mntassero i funzionari e magi­strati, promise miglioramenti' e; assicurò ohe non avrebbe perseguitati i parti­giani dell'antica dinastia ohe avessero, giurato obbedienza al nuovo governo. Ma la quiete delle provinole fu subito messa a dura prova dalle bande di briganti ohe presero di nuovo a percorrere le oampagne e a terrorizzare le
popolazioni.
La provincia di Bari, per la configurazione del paese poco montuoso e