Rassegna storica del Risorgimento
RUFFINI BERNARDO ; RUFFINI CURLO ELEONORA
anno
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1922
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pagina
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178
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Artwo Codignola
Ma nonostante una favorevolissima relazione per il Curio ed il Sibilla da parte degli incaricati di eseguire una nuova inchiesta., il Senato non revocò il decreto del 1785 ma nemmeno però ebbe cura che fosse rispettato. Solo qualche anno dopo, uscito dal collegio di Novi il figlio di Ottavio Curio, Giovanni probabilmente dallo stesso Sibilla fu provocato un decretò dal Magistrato dei Straordinari col quale venne affidata al: giovane Vamministrazione dei beni famigliari alla quale fu abilitato col consiglio del Marchese Domenico De Marini.
Ma si dobbiamo credere ad un'altra denuncia, ad un hir gliettò di caMee del 13 dicembre 1796 le condizioni della famiglia dovettero non poco peggiorare sotto l'amministrazione del figlio piti dissoluto e scialacquatore del padre.
L'anonimo denunciatore sembra spinto cmicamente dialio zelo per la tutela della giovine Eleonora ohe ancora trovavasi in Monastero: dice tale biglietto:
Negli anni scorsi W. SS. Ser.me stimarono disabilitare il Marchese Ottavio Curio atteso le di lui imbecillità e demenza e successivamente uscito di collegio il Marchese Giovanni di lui figlio ottenne dal Magistrato Hlmo de' Straordinari di essere abilitato col consiglio del Marchese Domenico De Marini. Si spettava che il detto Marchese Giovanni coli'assumere il maneggio delli interessi domestici, procurasse i vantaggi della di lui casa, e tanto noaggiormente perchè avendo una sorella ancor nubile Mi Monastero di Si Leonardo dovesse pensare al di lei collocamene ana sono rimaste vane tutte le speranze poiché egli invece dissipa tutte le sostanze paterne, contrae debiti non indiffereuti: ft superflui è lascia la propria casa in abbandono, non essendo sufficiente un solo consigliere a tenerlo a freno, onde proseguendo egli in tal 'maniera fra poco tempo dovi-assi vedere ridutto in miseria e la di lui sorella in assai deploràbili circostanze, che perciò si rende troppo necessaria la di lui disabilitazione, con dare al Marchese Ottavio di lui padre fìdeicommis-sari, giacché quelli che gli furono assegnati in quel tempo non vollero accettare l'incarico.
Perciò si fa quanto sopra presente Tv*. S Ser.me, affine mediante qtìelle ammissioni, che meglio stimeranno, ad oggetto che appurato l'esposto e sentito anche il marchese Domenico De Marini consigliere di detto marchese Giovanni Curio, e Paolo Benedetto Spinola quondam Cesare, cognato, e zìo rispettiva-