Rassegna storica del Risorgimento

RUFFINI BERNARDO ; RUFFINI CURLO ELEONORA
anno <1922>   pagina <191>
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Il padre dei Buffimi i9i
datate da Genova prima della sua partenza, ricevete di restitu­zione degli oggetti rubati e procure in nome dei complici delio Spinola resfiati a feinoya ed a noi già noti: Vincenzo Sibilla e Guglielmo Pianavi Vivaldi (1).
Oltre essere obbligata i Jtaare ialite le carte die le si presentavano, era trattaba "allo zio assai duramente e itenuta isolata, perchè non potesse confidarsi con nessuno.
Ammalatasi gravemente,; ,1'u tanto trascurata che ifrallen­tatori della sua ;a Sospettarono nello Spinola il desiderio di vederla morire, piuttosto elle guarire;
Due di essi, il prete Fabiano Ber cola e l'avvocato Francesco Antonio Astima, impietositi della sua sòrte, dopo averla fatta curaro* si ilifBl: iti rapporto col marito di lei e riuscirono fi­nalmente nel mese [di ottoibre ad ottener.! ch'essa ritornasse in Genova.
Prima però di liberarsi dallo zio, Eleonora dovette subire non poche minacce e violenze. Fra l'altro, un testimonio oculare, il domestico eli casa Spinola, racconta che essa fu anche minac­ciata di morte (2).
(1) Narra In stossa Eleonora nella sua deposizione al processo che ve­nato a conoscenza delio Spinola il ricorso fatto da Bernardo Kuffini al Go­verno Fu. allora ohe si studiò ia strada per rlff/ondere il tutto mll mie spalle. Venne da tue il detto cittadino Giinseppe Giustiniani quale mi porse una minnta di lettera scritta dì suo carattere in cui mi si faceva domandare al detto Spinola, con la data de' 6 giugno di Genova, la restituzione <ffi MÌE gli effetti ohe aveva in deposi M nostra spettanza per poterli dare al suo destino; di più dal suddetto Giusti uiant" dimo, Carattere: Mi ÌU portato altra minuta di ricevuto, Mi ni mii i fapf fcònfessare in data t Genova de* 7 giugno d?a ver ricevuto dal detto: d*i usti ni uni per ordine dello Spinola tutti gli argenta Qi od altro, come aopliu, Tteméfà I e l'altra oppiare, e fir­mare.,.,. ' fecero rivooaro una procurai che molto prima avevo fatto alle liti a certo Tornasi, e me la fecero variare nel cittadino Vincenzo Sibilla e quel ohe piò m'afflisse mi- obbligarono a rjvoearo altra procura d'amministra­zione, che avevo motto prima fatta a mio suocero e me Kr'ifoceco ra J un certo Guglielmo Planaria di Taggio stato una volta conduttore de' miei benv­olle ine lì roiVÉm, contro del quale avevo liticato aooerrimamente quasi due anni per levarli ;i beni medesimi.. m t. < Watty. Genova, cit)*
() Il domestico di casa Spinola' nella sua testimonianza racconto ohe un giorno a Pisa, msptce erano ùtfci Q> tavolo la detta oittftdjna Eleonora disse a detto Spinola con aria decisiva he a qualunque costo se ne voleva andare,: H detto Spinola andò Sulle l'urie, batte tanto lèste della tabacchiera