Rassegna storica del Risorgimento
RUFFINI BERNARDO ; RUFFINI CURLO ELEONORA
anno
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1922
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pagina
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192
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192 Arturo Codignola
Ma sulla sua permanenza a Pisa e sul modo come venne trattata e come riuscì a liberarsi dalla tirannia dello Spinola ' fa un racconto vivace l'avvocato Francesco Antonio Astima che, passando da Genova per recarsi in Francia il 30 luglio 1801 aveva deposto al processo.
Sappiate, egli racconta che in casa di detta Felicina [Giustiniani] ebbi a conoscere una giovane, che poi seppi essere la cittadina Eleonora Curii moglie del cittadino avvocato Bernardo Rutnni qui di Genova, in ordine alla quale si taceva da detto cittadino Spinola un arcano, perchè non si penetrasse chi fosse, e si impediva quanto era possibile, che parlasse da solo a solo, mostrandosi tutta la premura di voler conservare un mistero. Si vedeva però in faccia a questa giovine la forza della, concussione, l'aria di essere oppressa e tiranneggiata: non senza qualche difficoltà in progresso di tempo mi riusci di penetrare che era nipote di detto cittadino Spinola, che l'aveva portata seco per liberarla, come supponevasi, da un marito che fra gli altri aveva il delitto di essere democratico di questo in tutte le occasioni si diceva tutto il male possibile. Acquistata una maggior famigliarità principalmente con la detta Felicina ebbi campo a vedere una bella argenteria ed essendo verso la fine di Settembre caduta inferma la detta cittadina Eleonora a causa di Serissime convulsioni, che là pnsero in un cattivo stato, la condotta di detto cittadino Spinola e famiglia fece travedere che si sarebbe desiderata piuttosto la di lei perdita, che la di lei guarigione, mentre la tenevano quasi sempre chiusa in una stanza senza assistenza e volevano impedire, che fosse visitata dal celebre professore Vac; ciò ahe accrebbe i sospetti dei praticanti in quella casa; ed in occasione di tale malattia efebi comodo d'interpellare circa lo stato di sue vicende la detta effe tadina Eleonora, la quale mi disse che era stata tradita e sedotta dal detto cittadino Spinola di lei zio, che a* forza d'eccitarle dei timori l'avea indotta ad andar seco allorché fuggì da Genova al
di 'tartaruga sopra Iella tavola, che la ruppe, e. diede di mano ad un coltello minacciando di scannato la deifta-oiÉkdina Eleonora, seinsìstevadTvolersene andare e la moglie di detto Giustiniani lo disse le precise parole: la scanni pnre, e sia finita nna volta * e in seguito vivevano tutti in somma ansietà>. (Àrch. di Stato, Genova, loo. oit.).