Rassegna storica del Risorgimento
RUFFINI BERNARDO ; RUFFINI CURLO ELEONORA
anno
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1922
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pagina
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193
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Il padre dei Buffóni 193
ritorno dei Francesi, che ci aveva portati via tutti gli argenti di suo maritò;,, di suo suocero ed altra robba, che aveva avuto dai medesimi in deposito, come pure tutti gli ori, bijoutterie e gioie di suo uso, aggiungendo che il solitario di cui ho sopra parlato era appunto suo proprio e la detta stagnara di detto suo marito : mi raccontò ancora, che a forza di minacele era stata coartata dal detto Spinola a scrivere molte lettere in Genova, e perfino delle petizioni al Governo eoMftò d'un marito, che amava teneramente, .che; Jtegva obbligata a far mille confessioni in pubblicò per far esaminare poi i testi fattivi esser presenti e giunse persino a farle scrivere in Pisa lettere e ricevute con leùfcfè! i iGeìiovij. da cui comparisse che il dett Cittadino Spinola aveva consegnato ad essa gli argenti, ori, bijoutterie, gioie ed altro di cui sopra, e ciò all'oggetto di non poter essere molestato criminalmente.
0'ou. le lagrime agli occhi ed in uno stato di pericolo e con tutta l'aria di verità si conobbe, che detta cittadina Eleonora non mentiva, tanto più, che già dai genovesi rifugiati colà, che conoscevano lo stato limitatissimo di detto cittadino Spinola, ed all'opposto lo stato commodo della stessa cittadina Eleonora e del detto di lui marito, si cominciava a dire, che vi era sotto un tradimento, e rc!3 si sfoggiava alle spalle elei nipote, la quale mi si raccomandò caldamente di ricercarle un monistero >Ye>JÉr fugiarsi per esimersi dallo stato di tirannia in cui ritrovatasi ed io la consigliai a scrivere al manto in Genova, facendole conoscere l'inganno, in cui l'aveva tratta il zio, e tutto Pocoorrenter per senMre se voleva mandare dei denari per farla partire, e pror curarle un monastero in cui entrare per giustificarsi: prese il mio consiglio ed il marito mandò per posta mi numero di rusponi per mezzo dell'abbate Pallavicini; e rispose che 1 veva. separato il Monastero delle Grazie; appena riavuta e migliorata si fece coraggio detta cittadina Eleonora facendo vedere al zio le di lei inteiioni di voler Stornare in Genova; strepitò sulle prime, minacciò uiiova-mente legarle la trita, ma poi si determinò a lasciarla partire, dopo averci fatto giurare più volte che avrebbe guardato il sigillo su quanto gli era passato, e con promessa di sostenerlo in Genova, e difenderlo, ed a condizioni che facesse tutte quelle dichiarazioni e carte che volevasi, che esegui, nella ferma credenza," che tali carte e dichiarazioni da essa fatte in