Rassegna storica del Risorgimento

LETTERATURA ; NANNUCCI VINCENZO ; GIOACCHINO MURAT RE DI NAPOLI
anno <1914>   pagina <700>
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BanU Muratori
M Ravenna (manoscritto nella biblioteca Olassense), sotto la data del 22 aprile 1815 : Sentirà ohe il nostro provvisorio Governo {il Goverao provvisorio di S. M. l'Imperatore d'Austria, installatosi il 17 aprile 1815), a maggiormente inasprire le nostre piaghe, voglia prendere delle misure sopra quelli, ohe si sono esaltati nel breve spazio della occupazione Napoletana, che gli hanno prestati, servii oltre il dovere, ohe vi aveano, o ohe vi hanno ancora delie relazioni partieulari) e che voglia misurar con censura perfin gli scritti ohe sono usoiti, poiché ne fa ricerche parUoularÌt che appaiano intem­pestive alorohè non riguardino la quiete pubblica . Infatti pochi giorni dopo, e precisamente il 3 maggio, il Consiglio d'amministra­zione dei Liceo ordinò al Provveditore, che continuava ad essere il Macchiavelli, di togliere al Kannueci il , vitto ed alloggio di cui godeva nell'istituto in luogo dello stipendio. Il Provveditore non eseguì lì per li l'ordine ricevuto, ma ne rifóri al Delegato di governo era sempre il Basponi, non ostante che avesse te­nuto l'ufficio di Prefetto nel dipartimento della Pineta costituito da Murat, chiedendo che al Nannucci, se si voleva metterlo fuori, si desse una remunerazione adeguata all'opera ch'egli pre­stava , Il Basponi, da galantuomo e valentuomo (mal era, anche se a volte un po' autoritario, favorì, raccomandandola al Consiglio d'amministrazione, la proijosta del Provveditore Ciò tuttavia non valse a smuovere dal loro proposito gli amministratori, che con let­tera del 22 maggio al Delegato insistettero sui motivi o pretesti burocratici della loro deliberazione e con altra del 15 giugno .al Provveditore ribadirono l'ordine dato. H Basponi. al quale rimase dalle due partì aggiudicata la controversia, non volle, ad anno sco­laste) così inoltrato, prendere alcuna risoluzione. Pesavano su di lui anche le parole che il Nannucei gli aveva indirizzate, flerissime, fin dall' 11 maggio, ampiamente giustificandosi dei fattigli addebiti, e ritorcendo sul Consiglio d'amministrazione l'accusa, 1 di fri­volezza, 2 d'ingiustizia, 3 d'ingratitudine , che egli rilevava nella lettera inviatagli appunto il 3 maggio, contemporaneamente all'altra che aveva ricevuta sullo stesso tono il Provveditore.
Ma il demerito suo unico o maggiore era, si capisce, l'inno incriminato.: Su di che il "ifannuoci, nelPindicata sua apologia: Xi opinioni politiche non derogano punto all'onesta del buon cittadino j in caso diverso gli uomini in società non diverrebbero