Rassegna storica del Risorgimento

LETTERATURA ; NANNUCCI VINCENZO ; GIOACCHINO MURAT RE DI NAPOLI
anno <1914>   pagina <701>
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I/inno di Vincenzo Nawmeci per Vimpresa muratiana 701
che altrettanti soldati di Camino, che nati fratelli vicendevolmente uo.eidev.ansi. Una circostanza imperiosa mi inviluppò contro ogni mia colpa in una causa aborrita colla produzione d'un Inno, ma d'altronde la vendetta non può essere che d'anime basse e male educate . Difesa abile e dignitosa a un tempo. Ma nei luglio, re­staurato che fu il Governo pontificio, Vincenzo Nannucei dovè sloggiare, e passò a Bologna, indi a Firenze; e di là, ove le sue opinioni politiche e il ricordo dell'inno ravennate erano pretesto a nuove persecuzioni, nell'autunno del 1815 prendeva la via amara dell'esilio recandosi in Grecia, e vi rimase poi lungamente, onorato e onorando egli il nome italiano.
Queste stesse notizie, che io ho semplicemente riassunte (solo aggiungendovi un passo, che mi è sembrato notevole, della cronaca del Baisi), Tommaso Casini ripubblicava di recente in uno éi ca­pitoli di un suo volume intitolato Ritratti e studi moderili (Milano, So­cietà Editrice Dante Alighieri di Albrighi, Segati e C, 1914). Duol-mi , riscrive il dottissimo autore, di non aver potuto trovare pur un esemplare di codesta poesia, che avrei voluto presentarti (al prof. Paolo Amaducoi) insieme con la lettera del Nannucci ove accenna all' inno come alla causa della persecuzione onde fu vittima, ap­pena si dileguò il rumore delle trombe murati ane; ma ogni ricerca per averlo m'è riuscita invano. E in una nota a piò di pagina; Bon è nella Classense né nella Raccolta romagnola del sig. Fran­cesco Miserocchi, né in altre minori raccolte da me ricercate .
Ora, se avessi avuto occasione di comunicare col prof. Casini quand'egli stava curando la ristampa dello scritto su Vincenzo Nannucei nel Liceo di Ravenna gli avrei fatto sapere che dell' inno la Classense possiede un esemplare.
Trovasi esso in un foglio volante anonimo, entro una miscella­nea della raccolta Spreti, e porta la segnatura Scansia mobile 3. 5. 14, Per V inno del Kannucci lo riconobbi e lo battezzai io stesso circa sette anni fa. Veramente non ho nessuna, prova diretta e sicura che si tratti proprio della composizione nannucciana. Ma si badi: l'inno riguarda l'impresa italica di Gioacchino Muraty è letterariamente una cosa tutt'al fcro che disprezzabile (e io, che ho una cotale dimestichezza eoi verseggiatori cbe si trovavano a Bavenna attorno al 1X nego che vi fosse alcuno capace di mettere as­sieme strofe' .cosi animose, cosi limpide e disinvolte e di scatto j