Rassegna storica del Risorgimento
RUFFINI BERNARDO ; RUFFINI CURLO ELEONORA
anno
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1922
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pagina
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211
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B II padre dei Buffavi 211
ziare il Signore in ginocchio d'averci fatti degni di sentirne tutta la dolcezza, riservata agli Angeli. In quella santa fiamma che ci jgonsuma è la nostra salvazione, la nostra forza nell'ore angosciose di questo misero pellegrinaggio e l'arra la più sicura della nostra felicità avvenire fi una pajfoia migliorev ÌNon lo senti dentro che questa fiamma è una emanazione della divinità' e ohe non può perire- con noi, ma deve durare nell'eternità dei secoli? Quanto mi noti per riguardo al nostro buon trapassato mi conferma sempre di più nel pensiero che il guasto interno fòsse tale da sfidare e. rendere mutili" tMtti gli sforzi dell'arte. M una triste consolazione, ma pur ne è una, che il pensarej poteah forse salvarlo, ma hanno sbagliato; malattia, o che so io è lini; 1f;eiieiJó: tròppo laminante è pieno di rammarichi. Hai fatto per parte tua ejò eli si potevTiimanamente, hai vegliato, angelo di conforto, al capezzale del tuo compagno, lo hai fii-eondato d'amore e dì cure soavi',: 11 hai raddolcito l'amarézza del passaggio finale. Ohe potevi di più? Egli adesso guarda a te con amore, e riconoscenza, 'é> Sentòw tutto il prezzo del tesoro',-, che Dio gli aveva messo ai fianco m una compagna tanto amorosa, e devota. Dinanzi al testimonio della tua co-iséfènzj,, ónM lo sconforto che sui)jtaatìen'te f? prende,- . r fa accusar te stessa dTuna :èerta specte (S'HiseusibiJiil-à? Anima mia, deh, non pensar così da te. Ti chiami indurita pereìiè non puoi piangere!-' Ma non. sai fó eM I grandi dolori obstiipesottfyQ e1 non lascte'piangere e eli pianto è già un sollievo? li antichi hanno-'Simboleggiato il dolore ai suo punto culminante in ISiobe. Niobe non M- scioglie in. piantOj ma il dolore l'impietrisce, e MtfiM mia statua, feel simbolo vela una verità, ehe al popolo pii; artista della terra non potea passare inosservata. Nell'ore di angosce sjipema, la ftatura sempre .provvida nell' interré della mmifmìone delle Creature riha afóvta c?lna eerta specie ÉlmseusMIità che làVjpro-tegge,, in eerto modo da se stessa? indi quel velo <if ertezza m fatti; la l'oalià Ém ptòjtiojl jj>nò IÈM messa indubbio, quel!'impossibilita di persuadersi che la è pur CGOSÌ davanti anche alla reaMk quejL nuotare della tua inehisé in.ijina specie (l'atmosfera vaga e indefinita, che ti là dubitar se tu vegli o sogni, quindi insomma lutti quei fenomeni naturalissimi che tu provi, e di che ti accusi, povera mia.
Oh'io là assolva o condanni, delizia del mio cuore ! io posso