Rassegna storica del Risorgimento

1866 ; TRENTINO
anno <1922>   pagina <215>
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Perchè non abbiamo avuto il Trentino nel ili
Nel 1866 noi non siamo riusciti ad avere il Trentino, e neanche la frontiera dell'Isonzo, non siamo riasciti, cioè, a riu­nire alla grande Patria risorta, tutte le popolazioni italiane an­cora soggette alla Monarchia austro-ungarica, e non siamo riu­sciti a garantire alla nuova Italia quelle frontiere che le sareb­bero state indispensabili per la sua sicurezza. Allora coloro che, sia fra gli uomini politici, sia fra quelli militari e sìa, ancora, nella massa del pubblico, diedero importanza alla mancata con­cessione di quei territori furono ben pochi,e, in seguito, furono anche meno. Un po' per consolarsi della rinuncia alla quale si fu costretti, e ancor più per vera convinzione, si calcolò che quei territori si avrebbe potuto ottenerli per via di accordi; si giu­dicò che il loro valore politico economico e militare fosse meno grande di quanto si voleva far credere, e si giudicò pure ehe le questioni del Trentino e della frontiera dell'Isonzo non fossero di tale gl'avita da poter influire né sulle nostre relazioni con l'Austria, né sulla nostra politica estera in generale; si fu per­suasi, in fine, che quelle meschinissime poche centinaia di mi­gliaia d'italiani rimasti soggetti all'Austria, e quelle ancor più meschinissime poche centinaia di chilometri quadrati di terreno, in gran parte aspro e poco ricco, non dovessero angustiare le menti degli uomini di Stato, né appassionare l'anima della na­zione. Proclamato il principio che l'avvenire d'Italia era sul Me­diterraneo, e che al Mediterraneo dovessero rivolgersi gli intenti della sua politica, si proclamò pure il principio che nessun'altra questione secondaria dovesse essere o apparire di ostacolo .al raggiungimento di quello scopo. E per istintiva illusione, o per­chè la parola d'ordina, era d'illudersi e di illudere, si arrivò persino a negare o per lo meno a svalutare l'importanza che il