Rassegna storica del Risorgimento

1866 ; TRENTINO
anno <1922>   pagina <222>
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22 F. Sardegna
soltanto la frase o le'frasi che meglio si adattano a sostenere la propria tesi, si può concludere che la critica storica trattata a quel modo è forse più dannosa ohe utile allo scopo di met­tere il pubblico in condizione di giudicare delle cause e degli effetti di un avvenimento storico. Tanto più che giornali quoti­diani e Riviste non consentono di insistere troppo a lungo sullo stesso argomento. W
Gli autori dei vari scritti del 1915 tendono a scagionare il generale La Tarmora dalle critiche che gli muove il Nigra. Oc­corre tuttavia osservare subito che se alcuni presero le difese del Generale per intima convinzione, altri furono sedotti dalla conclusione alla quale era lecito arrivare quando fosse dimostrato che la responsabilità della non avvenuta cessione del Trentino, od anche soltanto della sua esclusione dal trattato di alleanza, non si poteva farla risalire al generale La Mar-mora. Se la re­sponsabilità non fu su, di chi poteva essere! Di Bismarek, si capisce. E dimostrare, od anche soltanto riuscire a far credere, che Bismarek e la Prussia avevano sulla coscienza anche que­st'altra grave colpa in cospetto dell'Italia, era di effetto sicuro nel 1915! Oi fu poi anche chi trovò Opportuno di cogliere la palla al balzo per pigliarsela con l'odiato imperatore Napoleone Ut, so­stenendo che se nel 1866 non avevamo avuto il Trentino, la colpa era stata tutta sua. Il che prova, che allorquando si vuol fare della critica storica a tesi, specialmente della critica storica spic­ciola per le gazzette, tutti gli argomenti sono buoni.
Io mi propongo di fornire tutti gli elementi, che oggi è dato di poter raccogliere, per porre in grado chiunque di giudicare, a ragion veduta, del valore della critica essenziale che il Nigra muove al La Marmora, quella, cioè, di Mpn avere fatto si che la cessione del Trentino fosse inelusa nel trattato di alleanza; non mi occupo di tutto-il -resto che può riferirsi -alla capacità diplo­matica del Generale, ciò mi porterebbe troppo lontano. Un fatto che, in ogni modo, vale la pena di segnalare, perchè serve a meglio giudicare della convinzione con cui il Nigra scriveva nel" 1893, si è che egli, parlando nel 1889 con Francesco Orispi, espri­meva gli stessi concetti cìie quattro anni dopo esprimeva al Gotti (1).
(1) FOAHOB8CO CRESPI, Politicò, estera, Memorie e documenti raccolti da Ti Falamonglii-Orispi, Milano, Treves, 1914 p. 328.