Rassegna storica del Risorgimento

1866 ; TRENTINO
anno <1922>   pagina <240>
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in posizione non facile; egli voleva la guerra, perchè soltanto con una guerra vittoriosa avrebbe potuto avere ragione del­l'Austria; ma non poteva palesare resistenza di quelle difficoltà e specialmente la contrarietà del re, che palesarla significava fare sapere ch'egli non poteva garantire in nessun modo, che la Prussia avrebbe sicuramente dichiarata la guerra, Egli aveva ragione di dubitare che il governo italiano non avesse fiducia nella sua decisa volontà di condurre la Prussia alla guerra; e trovava strano che l'Italia non accogliesse con maggiore entusiasmo l'occasione che le si presentava di poter avere il Veneto. Effet­tivamente, come dice il Nigra in una delle sue lettere al Gotti? l'iniziativa dei negoziati che condussero all'alleanza fu del Bi­smarek; il generale La Marmora si può ben dire che si lasciò trascinare, ma da parte sua nulla fece perchè l'alleanza diven­tasse inevitabile; se Bismarek avesse rinunciato all'idea dell'al­leanza con l'Italia, La Marmerà avrebbe subita la nuova situazione.
Per tutto questo si formò tra il conte Bismarek e il generale La Marmora uno stato d'animo improntato a reciproca diffidenza: il generale sospettoso che Bismarek volesse avere nelle mani un impegno dell'Italia per servirsene come di spauracchio verso l'Austria, e indurla a cedere, pronto poi ad abbandonare VItalia all'ira austriaca; Bismarek sospettoso che a sua volta La Mar-mora volesse adoperare allo stesso scopo la minaccia di un'al­leanza con la Prussia per ottenere la cessione amichevole del Veneto, lasciando poi isolata la Prussia di fronte al desiderio di vendetta dell'Austria. E se si deve ammettere che i precedenti della guerra di Danimarca e della Convenzione di Gastein giu­stificavano i sospetti del La Marmora; si deve del pari ammet­tere che tutto quel segreto lavorìo che, auspice l'imperatore Na­poleone, si andava facendo per indurre l'Austria alla cessione del Veneto, e del quale qualche cosa trapelava a Berlino, e il poco entusiasmo dimostrato dal La Marmora nel favorire la po­litica prussiana, giustificavano i sospetti di Bismarek.
L'alleanza dell'Italia era non soltanto necessaria, ma addi­rittura indispensabile al conte di Bismarek, e ciò per ragioni d'ordine militare, e per ragioni d'ordine politico. In un consiglio, presieduto dal re, il generale Moltke aveva formalmente dichia­rato che, senza il concorso dell'Italia, la Prussia non sarebbe stata abbastanza forte per affrontare da sola l'Austria. Se, per­tanto, Bismarek avesse potuto annunziare al re che il concorso