Rassegna storica del Risorgimento

1866 ; TRENTINO
anno <1922>   pagina <241>
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Perchè non abbiamo avido il Trentino nel 1866 241
dell'Italia doveva considerarsi come assicurato, più. facile gli sa­rebbe stato vincere la sua contrarietà alla guerra; contrarietà che non era basata soltanto su. icllée sentimentali, ma anche sul timore che la Prussia, movendo guerra all'Austria, si azzardasse ad un rischio troppo pericoloso. Bismarck, inoltre, aveva ben ca­pito ohe la Prussia non poteva andare incontro ad una guerra contro l'Austria se non riusciva ad assicurarsi la neutralità della Francia, bell'ottobre del 1865 egli si èra recato a Biarritz a vi­sitare l'Imperatore Napoleone allo scopo di cercare di capire quale sarebbe stato il suo contegno nel caso che la Prussia, al­leata déWMaliUy si fosse trovata in lotta con l'Austria; dalle di­chiarazioni, più o meno esplicite, dell'Imperatore, specialmente riguardanti il Veneto, sul quale Bismarck aveva condotto il di­scorso, egli potè persuadersi quanto Napoleone HE ci tenesse al compimento del suo programma: Italia libera dalle Alpi all'A­driatico, dovuto interrompere nel 1859, e come egli giammai si sarebbe schierato dalla parte dell'Austria in una lotta nella quale fosse impegnata anche VItalia. L'alleanza dell'Italia perciò, sa­rebbe stata indispensabile al Birmarck anche se non avesse avuto valore militare. E perciò bene a ragione il Nigra poteva affermare che in quei momenti la Prussia aveva più bisogno di noi, che noi di lei bene a ragione poteva lamentare che il La Mar-mora non si fosse accorto di esser. il padrone della situazione . Il fatto è che il generale La Marmora voleva un formale trattato d'alleanza e non intendeva assolutamente prendere im­pegni di altro genere, e si può dargli perfettamente ragione; ma quando riuscì ad ottenerlo, gli parve di essere finalmente uscito da uno stato di ansia tormentosa e di avere ottenuto trionfo tale, da indurlo ad accettare senz'altro il trattato nella forma propostagli dal conte di Bismarck, senza esaminarlo a fondo e senza a fondo discuterlo. Ed è strano, che avendo diffi­dato sino allora, abbia perso ogni diffidenza proprio quando c'era maggior Cagione di diffidare! L'unica clausola del trattato che lo impressionò, fu quella della durata M tre mesti e su di essa volle sentire il parere dell'imperatore Napoleone, perchè gli parve, pare, troppo breve periodo di tempo.
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H 16 marzo del 1866 il generale Govone arrivava a Ber­lino; era inviato dal La Marmerà, dietro invito del Bismarck