Rassegna storica del Risorgimento

1866 ; TRENTINO
anno <1922>   pagina <251>
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come il più probabile; o che avrebbe insistito nel rifiuto, e al­lora era sempre libero il La Marmerà di decidersi ad accettare il trattato nella forma proposta dal Bismarck. Quali disastri, e neanche quali inconvenienti avrebbe potuto provocare l'insi­stere, io credo davvero non sia -facile dimostrare. Egli è che per presentare al Bismarck quella 'specie di aut-aut, sarebbe stato necessario che fosse nel generale La Marmerà ben chiara la visione, e ben chiara la convinzione di trovarsi in quelle trat­tative dalla parte del più forte, di sentirsi, cioè, il vero padrone della situazione.
Il generale Govone da Berlino, come il generale La Mar-mora da Firenze, ravvisarono la necessità di comprendere nella cessione della Venezia anche la cessione del Tirolo italiano,* e forse vi sarebbe stata compresa, se la redazione del trattato in­vece che dal conte di Barrai, fosse stata discussa dal generale Govone col conte di Bismarck (1). Sono parole di un amico e di un sostenitore del generale La Marniora, e sono di una im­portanza grandissima; esse dimostrano che anche unamico e sostenitore del Generale, qua!'era il Ohiala, riconosce che l'in­sistere sarebbe stato possibile senza incorrere in gravissimi guai, e che anche un amico e sostenitore del Generale, qual'era il Ghiaia, riconosce che con un po' piò, ài avvedutezza, come scri­veva il Nigra nel 1893, nove anni, cioè, prima del Ohiala, sa­rebbe stato possibile ottenere l'inclusione nel trattato della ces­sione del Trentino.
Ciò che indusse il generale La Marmora a non insistere sulla questione del Trentino, io credo sia stato il timore di dover pro­lungare di troppo le trattative, senza garanzia certa di buon ri­sultato, mentre a lui premeva di concludere l'alleanza al più presto. Forse fu questo il suo pensiero: o si ha la guerra, e si ha la probabilità che debba finire con la sconfitta dell'Austria, e in tal caso nelle condizioni di pace troverà posto aia che il Tren­tino; o non si ha la guerra, ed allora il trattato di alleanza, con­tenga pure quante cessioni di territorio si vogliano, non serve a nulla; inutile perciò perdere tempo. Tanta maggior fiducia nel­l'esito favorevole della guerra doveva avere il 3Da Marmora poiché, conoscendo a fondo la potenza militare della Prussia, egli era uno dei pochi che ne presagivano il trionfo sull'Austria.
(1) L. GHIAIA, Op. cit., p. 97.