Rassegna storica del Risorgimento

1866 ; TRENTINO
anno <1922>   pagina <259>
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Perchè non abbiamo avido il Trmtmo nel 1866 259
degli stati della Confederazione avrebbero finito con lo schie­rarsi dalia parte dell'Austria, Bisrnarck lo prevedeva: ma questa non era una ragione perchè egli dovesse correre il rischio di irritarli, e diminuire, perciò, la probabilità che si mantenessero neutrali. E noto quanto fosse grande la gelosia dei tedeschi per tutto quanto riguardava i diritti e gli-interessi della Som-federazione.
Poteva il conte di Bismarck non tenere conto di questo stato d'animo, egli che tendeva a mettere la Prussia alla testa della Germania ed a fare della Prussia la vera ed unica rappresentante e la vera ed unica tutrice degli -interessi tedeschi? Egli poteva bensì combattere il preconcetto, tanto diffuso in Germania- e spe­cialmente in Sassonia e- Baviera, che muovere guerra all'Austria significasse compromettere quegli interessi; ma non poteva ag­gravare l'ostilità contro la sua politica ostilità esistente per­sino nella stessa Prussia facendo sapere che la Prussia si proponeva non solo di scacciare l'Austria dalla Confederazione e dalla Germania, ma anche di cedere ad altra potenza territori ritenuti tedeschi. Ciò avrebbe scandalizzato per primo il re di Prussia, che tanta fatica doveva sostenere Bismarck per trasci­narlo alla guerra!
Perchè il conte di Bismasek aveva dichiarato al ministro d'Italia Barrai che dèlia cessione del Trentino si avrebbe potuto riparlarne benissimo durante o dopo la guerra? Appunto per­chè egli prevedeva che durante o dopo la guerra là Confedera­zione gesmanica, qual'era in quel momento, avrebbe cessato di esistere; verso di essa la Prussia non avrebbe avuto bisogno di usare soverchi riguardi, e 1 Tirolo italiano sarebbe diventato semplicemente territorio austriaco, e perciò cedibile all'Italia.
Ma tutto ciò dimostra anche che a noi sarebbe stato pos­sibile insistere per ottenere l'inclusione della cessione del Tren­tino nel trai tato di alleanza. Appunto perchè Bismarck non ba­sava la sua opposizione sul misconoscimento dei nostri diritti, che anzi completamente e francamente ammetteva, ma bensì sopra una questione di opportunità e sopra la visione di un pe­ricolo, che gli appariva fórse anche più grande di quanto in realtà non fosse, noi potevamo indurlo e potevamo aiutarlo a trovare il modo di conciliare gli interessi propri con quelli del­l'Italia. È accaduto invece che il conte di Bismarck e il gene­rale La Marmora si trovarono d'accordo, per quanto per ragioni