Rassegna storica del Risorgimento
1866 ; TRENTINO
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1922
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264
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264 Il Sardagna
che il La Mormora cretese di poter comprendere anche il Trentino nella espressione M Venezia, e ritenesse opportuno di chiarire, in ogni caso, l'equivoco accentuando che la Venezia equivaleva soltanto a Bagno Lombardo-Venato.
Ed ecco come aitate, due volte il Nigra richiamava l'attenzione del Ministro degli esteri sopra Trentino. Il 12 giugno gli riferiva: L'Imperatore mi disse che, fatta la pace, l'Italia avrebbe dovuto badare agli affari interni, rimediare- le sue finanze e non mettere in campo altre pretensioni per avere il Tirolo e Trieste. Risposi molto nettamente a questo proposito: la cosa dipenderà dall'esito della guerra; se la guerra è fortunata per l'Italia, questa reclamerà e terrà tutto il versante italiano delle Alpi . La risposta del Nigra non era certo in perfetta concordanza eon le raccomandazioni dell'Imperatore, poiché se l'Italia, dopo una guerra fortunata, avesse ottenuto il Trentino, restava escluso che in seguito, almeno per questo territorio, avesse a mettere in campo altre pretensioni. Ma ciò poco conta; ciò che importa si è di mettere in evidenza che questa è la prima volta, e disgraziatamente anche l'ultima, che un rappresentante dell'Italia richiama nattamenta l'attenzione dell'imperatore Napoleone circa i diritti dell'Italia sul Trentino.
Il 23 giugno il Nigra, riferendo che l'Imperatore considerata molto tranquillamente la situazione giacché oramai l'Austria gli aveva promessa la cessione del Veneto, qualunque fosse l'esito della guerra, osservava che, oltre al corrrere il rischio di avere il Veneto pel tramite della Francia a condizioni, cioè, vergognose per noi , se la cessione fosse avvenuta a quel modo non si otterrebbe il Tirolo italiano (1). Il 23 giugno il generale La Marmora aveva già lasciato il Ministero, era al quartàer generale già dal giorno 18 e non aveva più tempo, e neanche dovere, di occuparsi di politica estera; non si capisce bene perchè il Nigra mandasse a lui quella comunicazione, anziché al suo successore barone Ricasoli, al quale pure nella stessa data, inviava, come si vedrà, comunicazioni di ufficio.
A dimostrare come le menti fossero rivolte soltanto al Veneto, e come soltanto alla liberazione del Veneto si intendesse
(1) DRatj AÌBISRTI. Art eit. in N. A.