Rassegna storica del Risorgimento
1866 ; TRENTINO
anno
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1922
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pagina
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269
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Perchè non abbiamo avuto il Trentino nel 1866 2 fi?)
scire Bonaparte, non sarebbe riuscito neanche il generale La Mar-mora. Almeno così credo si possa immaginare.
Ho Tiferito questo particolare soltanto perchè ho inteso raccogliere ed esporre tutto quanto si riferisce alla questione del Trentino; ma io non credo che il La Marmora abbia mai pensato seriamente all'esecuzione di quel grandioso piano, del quale non fa cenno neanche nelle Belazioni e Eapporti che, dopo la guerra, compilò dietro invito del Ministro della guerra. Resterebbe a sapersi perchè egli abbia creduto opportuno di citarlo.
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Le vicende della guerra sono note. Il 23 giugno inizio delle operazioni; il 24 Oustoza, e dopo questo insuccesso, riparabilissimo, l'esercito italiano, in causa del deflcentissimo funzionamento del comando supremo, rimase pressoché inattivo fino al 9 luglio; a questa data il grosso dell' esercito austriaco stava abbandonando il Yeneto p:éjk: accórrere a rinforzare l'armata del nord, battuta, il 4 luglio, a Sadowa dai prussiani. Quando finalmente l'esercito italiano si apprestava a passare il Po e l'Adige, e Garibaldi riprendeva la sna offensiva nelle Gindiearie, e tutto lasciava sperare che la guerra avrebbe potuto essere condotta a buon fine, riguadagnando il tempo perduto, ecco scoppiare improvviso l'intervento dell'imperatore Napoleone. Nella notte fra il 4 e il 5 luglio dódici giorni soltanto dopo il principio della guerra "Vittorio Emanuele riceveva il ben noto telegramma dell'Imperatore, che gli annunciava avergli l'Imperatore d'Austria ceduto il Veneto; che egli si dichiarava pronto a farsi mediatore di pace, e che nello stesso tempo informava il re di Prussia della nuova situazione, proponendo a lui, come proponeva al re d'Italia, la conclusione di un armistizio, da considerarsi preliminare di negoziati di pace. Fu per noi un colpo di fulminei Oiò significava la fine prossima della guerra prima che l'Italia avesse potuto ottenere una rivincita dell'awiliente insuccesso di Oustoza, avesse potuto conquistare il Veneto con le armi proprie, ed avesse potuto assicurarsi il possesso del Trentino. E fu da parte di tutti un febbrile lavorìo per cercare il mezzo di sventare il pericolo, per ottenere che la guerra potesse essere continuata, per procurare che Trento venisse conquistata prima che l'armistizio interrompesse le operazioni. La spinta a quel lavorìo febbrile venne dal Governo; l'interessamento quasi angoscioso dimostrato dal