Rassegna storica del Risorgimento
1866 ; TRENTINO
anno
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1922
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pagina
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270
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370 p, Savéagna
barone Bicasoli pel Trentino e per ITstria, à, senza dubbio, ciò che fece dire al Nigra die il Trentino sarebbe stato incluso nel trattato di alleanza, se questo fosse stato discusso e coneluso dal Bicasoli, poiché l'angoscioso interessamento del Bicasoli non era provocato soltanto dal sentimento, ma anche dalla convinzione che 31 Trentino fosse mdSspensctòile all'Italia per la sua sicurezza avvenire.
Nella stessa giornata dei 5 luglio vi fu un ansioso scambio di telegrammi fra iOe, Bicasoli, Visconti-Venosta, La Marmerà e Ni-gra, e venne convenuto che Be e Governo avrebbero dimostrato all'imperatore Napoleone che l'Italia non poteva sospendere le ostilità prima di avere preso accordi con la Prussia, alla quale era vincolata da un traiate di alleanza. Visconti-Venosta, in un suo telegramma al KSgr .aggiungeva che l'Italia, prima di pensare ad un armistizio, doveva fare tutti gli sforzi per la liberazione delle popolmmu soggètte. tÉjlmlh<h >mu non comprese nella delimitatone amiìrìmsbmkfòcp del VenA Lo stesso pensiero aveva avuto il Nigra, che riferiva di avere conferito col ministro degli esteri francese e di avergli fatto presente che la denominazione la Venezia nel pensiero del regio- (governo avrebbe dovuto comprendere il Trentino, che è posto sul versante italiano delle Alpi e che è abitato da una popolazione prettamente italiana .
La risposta del Ministro degli esteri francese non deve essere stata molto incoraggiante perchè il Nigra telegrafava: Sarebbe molto importante avere una vittoria ed occupare, se è pos sibile, il Tirolo; senza di ciò temo Aè/jjtìsm l'avremo . Il ministro degli esteri comunicava tosto questo telegramma al generale La Marmerà, al quale, il giorno dopo,. SI presidente del consiglio, Bioasoli, telegrafa: Il Consiglio richiama latta la sua attenzione sul dispaccio di Nigra relativo all'occupazione del Tirolo . Nello stesso giorno, 6 luglio, Visconti-Venosta, che si trovava a Porrata, dov'era pure il quartier generale, comunicava al Bica-soli: Il Be, fedele ai suoi impegni, non segnerà l'armistizio se il Be di Prussia non ha fatto altrettanto e lascia che le opera*-zioni di Oialdini abbiano il loro corso. Io vado da La Mormora per vedere, d'accordo col Be, se è possibile di fare qualche cosa dalla parte del Tirolo (1). Il generale La Mormora telegrafò
(1) CHULA, Op. M. p. 374 e 8og. - Leti, e Eo. Kioasoli, Vlir, p. 40. -Doc, diplomatici presentati al Parlamento dal M. d. affari eBteri il 21 dio.