Rassegna storica del Risorgimento

1866 ; TRENTINO
anno <1922>   pagina <272>
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F, Sardagna
Quale penna sarebbe necessaria per descrivere I'affannoso stato d'animo degli uomini che in quel momento dovevano tu­telare gli interessi dell'Italia? Occorreva sempre guadagnare tempo, persuadere la Prussia a continuare la guerra, indurre la Francia a lasciarla continuare, e indurla ancora a modificare almeno la forma della cessione del Veneto, perchè non fosse o fosse meno umiliante per noi, e indurla ancora ad appoggiare le pretese dell'Italia sui territori italiani non compresi nel Ve­neto, ed occorreva riprendere con la più grande energia le ope­razioni militari.....
L'8 luglio il principe di Oarignano, luogotenente del Ee, scrivendo al barone Bioasoli sulla situazione, lo informava di avere fatto telegrafare al generale Pettinengo, ministro della guerra, e al generale La Marmora di procurare di fare soste­nere i volontari da una divisione, mandandola ad occupare il Tirolo Italiano, il quale non è compreso nella cessione fatta. dall'Austria alla Francia della Venezia (1). Lo stesso giorno Visconti-Venosta, ritornato momentaneamente a Firenze, comu­nicava al Nigra i due dispacci che il Re aveva nel mattino spe­dito all'imperatore Napoleone, in risposta al telegramma col quale l'Imperatore aveva proposta la sua mediazione. Il primo, redatto dal Presidente del consiglio, Bicasoli, in Consiglio dei ministri, fra le varie considerazioni sulla posizione che l'improv­viso intervento della Francia creava all'Italia, esponeva questa: In secondo luogo, il territorio da riunire al Begno dovrebbe estendersi alle frontiere indispensabili alla sua sicurezza; il Ti­rolo italiano per conseguenza ne farebbe parte . Il secondo, redatto dal Be, dietro consiglio del generale La Marmora, molto più breve, dopo avere dimostrato quanto sarebbe stata umiliante per l'Italia la cessione del Veneto pel tramite della Francia, e dopo avere chiesto ch'esso venisse ceduto direttamente dall'Au­stria all'Italia, coneludeva: In questo caso e con l'intesa della Prussia potrei arrivare all'armistizio. Le condizioni della pace e i limiti territoriali si regoleranno in seguito . Il principe di Oa­rignano scriveva al Bicasoli che dei due dispacci quello del
(1) È necessario tenere presente ohe il grosso dell'esercito era sempre schierato dietro l'Oglio e il Chioso, è ohe soltanto il 10 loglio inizio il mo­vimento per portarsi sul basso Po. 8i trovava perdo a portata del corpo dei
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