Rassegna storica del Risorgimento

1866 ; TRENTINO
anno <1922>   pagina <273>
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Pwohè non abbiamo avuto il Trentino nel 1866 w
Ministero era più completo ed abbracciava tutte le questioni (1). E fin da questo momento si delinea la divergenza di vedute fra il generale La Marmora e il barone Bioasoli; il primo è d'avviso ebe convenga accettare la mediazione, l'armistizio e il Veneto, salvo a modificare la forma della cessione, lasciando alle trat­tative di pace il* compito di meglio regolare le frontiere; il se­condo crede invece si debba fare ogni tentativo per regolare sopratutto la questione territoriale, prima della fine della guerra, per via diplomatica, se non si potrà regolarla per forza d'armi Pra le carte del Bioasoli fu trovata una memoria sulla si­tuazione politica nell'interno del regno, scritta di suo pugno, in data 8 luglio: Da tutte le parti d'Italia i Prefetti hanno co­municato al Governo il sentimento di umiliazione e di abbatti­mento prodotto nelle popolazioni dalla notizia ebe la Venezia sarebbe ceduta all'Italia per mezzo della Francia, senza neppure parlare del Tirolo italiano e degli altri paesi i quali apparten­gono all'Italia tanto per diritto nazionale quanto per necessità di difesa .
Il 9 luglio Rioasoli telegrafava a Visconti-Venosta, ritornato di nuovo al quartier generale: Faccia che si occupi il Ti­rolo risolutamente, efficacemente, cosa impossibile se si persiste adoperare volontari soli . Nello stesso giorno il Ministro degli esteri comunica al Nigra a quali condizioni il Governo italiano era disposto ad accettare la cessione del Veneto, e l'armistizio, e fra* le condizioni, pone: H Governo italiano si riserva espli--citamente di sollevare nei negoziati di pace la questione dol Ti­rolo italiano. La Francia s'impegna a sostenere la domanda . E il giorno dopo telegrafa "a Barrai, ebe aveva raggiunto il re di Prussia al suo quartier generale di Nikolsburg: Noi non pos­siamo ammettere cessione Veneto alle condizioni proposte dal­l'Austria. Riserviamo rivendicazione Tirolo italiano e domandiamo ebe la Francia l'appoggi . Il 12 Bicasoli, in una lettera a Vi­
ti) Leti. e doc. Ricusali, Vili, p, 44-46. Seeond il Chiniti (0p> dt} p. 885) anche il primo dispaccio, l'unico ch'egli cita, sarebbe stato compilato dal Re e .dal generale La Marmora, che lo avrebbero poi mandato a Firenze per l'approvazione'del Presidente del Consiglio; ma nel trasmettere al Nigra il testo dei due dispacci, Visconti-Venosta, .scrive: La premier a étó rédigóo par le Présìdent dn Conseil en Consci! dos Ministres. La seeond par le Boi nu camp .