Rassegna storica del Risorgimento

1866 ; TRENTINO
anno <1922>   pagina <274>
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sconti-Venosta,, scrive queste parole, eli e dimostrano quanto grande e completa fosse in lui la visione dell'avvenire d'Italia; Io non posso recedere dalle prim~l]e Kon è soltanto f Ìfc rolo italiano che ci occorre* ina tei -mote- TIstria. Senza l'Istria avremo sempre l'Austria padrona dell'Adriatico. Convi'ejff pro­fittare di questa occasione unica piuttosto che rara, per disfare ogni ingerenza dell'Austria uelTAdriatico. Quéo è un punto agli occhi miei capitale e sul quale conviene insistere (1). Ohe le parole del Bicasoli non dimostrassero un apprezzamento troppo positivo della situazione, si può ammettere; ma è pur necessario ammettere che se le trattative pè* l'alleanza con la Prussia fos-seso state ispirate da un senso così elevato di orgoglio nazionale e da una visione così reale degli interessi d'Italia, quell'alleanza sarebbe stata sfruttata con ben più grande vantaggio per noi.
Si scrisse ejte Sptta al gejnerale La Marmerà, o, per lo meno, spetta a lui più che ad altra, il merito di avere capita la necessità di conquistare prontamente il Trentino prima che la guerra finisse, come unico mèzzo per assicurarcene il possesso, e per conseguenza, la cessione nelle trattative di pace; mentre altri, e specialmente il barone Bicasoli, avrebbero avuto la ten­denza i trascurarlo per indirizzare le operazioni militari verse più vasti obbiettivi Ci).
Ora, è bensì vero che il barone Bicasoli, era tormentato dall'idea che l'Italia dovesse unire la guerra in modo poco glo­rioso, e Senza avere: raggiunto il vero scopo pel quale era stata intrapresa,* véro scopo che, secondo lui, doveva consistere nel completare ed assicurare in modo definitivo l'indipendenza del nuovo regno, e nel togliere ogni ragione di future lotte con l'Au­stria, jfiòrnieììtatO1 com'era da questo pensiero, tendeva a dare alle operazioni militari un andamento grandioso ponendovi per obbiettivi non soltanto 'Trieste,- nia persino Vienna, e voleva pure fosse ripreso in esame il famoso progetto dell'insurrezione ungherese e slava;, ma è altrettanto vero che egli basava quella sua grandiosa visione di obbiettivi sulla supposizione che la
(1) fgÉ e (I0C Bìeanòìii Vili. p. 4g. éff, 30, l.
(2) l'uiAtA, 9g. otta p- 4*