Rassegna storica del Risorgimento

1866 ; TRENTINO
anno <1922>   pagina <275>
immagine non disponibile

Perchè non abbiamo avuto il Trentino nel 1866 275
guerra potesse essere continuata; ed è altrettanto vero ehe il 16 luglio egli scriveva a: risconti-Venosta, a Ferrara: Quando fondatamenÌ ,; potesse credere così prossimo V m-mìsiùio, da do­ver temere di non avere tempo di compiere cose lunghe, io penso che si dovrebbe assicurale Sùbito l'occupazione di quei tenitori che poco possiamo sperare di avere,?se non li occupiamo, e per me insisto a dive e a proclamare che essi sono due Tirolo ed Istria..... lo credo cMM dovrèbbe dare grande impulso all'occupa-iMe del Tbrolo; e si .épmm É ritwd0, qttalche altra aerò> mne di qualche giorno, lo si dovrebbe in Vista 'di due risultati notevoli da guadagnare, f occupazione del Tirolo pei il primo, e di sbrogliare ili corpo garibaldino dalla presente sua situazione >> (1).
Il barone Ricasoli scriveva; elÉg parol'e dopo : cél èiragià avvenuto il Consiglio di guerra del giorno 14, del quale parlerò ora, e nel quale si era deciso di compiere cose lunghe, persuasi cóme si era in quel momento di. avere il tempo necessario per compierle; ma nel quale viceversa, non si provvide con suffi­ciente energia a dare gramde impulso all'occupazione del Tirolo. A quel consiglio di guerra avevi, preso parte; anche il generale La Marinoni e non risultai ch'egli abbia cercato? di far prevalere il concetto ohe prima di tutto m con la massima urgenza oceOirM resse impadronirsi di Trento (2). È opportuno poi fare osservare che il telegramma dell' imperatore Napoleone pervenne il giorno 5; Che soltanto il giorno 9 il generale;ialdini iniziò il passaggio del Po; che soltanto il giorno M principiava lo spostamento Verso il basso Po dell'armata giù del Mincio; e che soltanto in quel con­siglio del H si concretava un vero piano di campagna pel pro­seguimento delle operazioni. In questo periodo di tempo capo di stato maggiore generale dell'esalilo: era sempre il generale La Marinoni; si sa benissimo che lì't crisi del [panando perdurava ancora, e si sa benissimo cho la responsabilità di quella lentezza di decisioni e di movimenti non può onustamente ssere addos­sata solbaMo! a lui; ma neanche si può onestamente farlo pas­sare come immune di responsabilità, e molto meno farlo passare per piti energico e più chiaroveggente fra tutti
Messe così le cose posteylù omaggio alla verità storica, ve-
(P [èM o (toc. Bmmpl'h- VtÉL JJ. US,
(2) T verbali iti cpwt GJonaiglia di guerra, non Furono pubblicati.