Rassegna storica del Risorgimento

CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno <1914>   pagina <708>
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Maria Avetta
E noto come gli sforzi dei diplomatici piemontesi in quei primi tempi della restaurazione fossero diretti ad ingrandire gli Stati Sa­baudi in Lombardia, a respingere le insidie dell'Austria, per ot­tenere l'alto novarese, ed a sostenere, persino in documenti uffi­ciali, i diritti dell'Italia,1 dimodoché le aspirazioni del principe di Oarignano erano affatto in armonia, su questo punto, con quelle dei re. Ma esisteva quest'armonia anche su un altro punto ? Vera chi consigliava apertamente a Vittorio Emanuele, per agevolarsi la via all'effettuazione di questi suoi desideri, di largire a' suoi popoli libere istituzioni, sia per procurarsi in tal modo l'appoggio della Francia e dell' Inghilterra, sia per attrarre unanimi a sé tutti quegli Italiani che desideravano un governo liberale.2 Ma queste idee trovarono in Vittorio Emanuele pertinace opposizione; egli era convinto che i suoi popoli non eran fatti per un'altra forma di governo,8 ed invero i suoi ministri si sforzavano allora di risu­scitare compiutamente il passato, incontrando la disapprovazione delle Potenze costituzionali e persino della Russia, ed alienandosi per gli stessi motivi della Francia e dell'Inghilterra le simpatìe degli Italiani. È naturale che anche attorno a Carlo Alberto venisse ripetuto e propugnato il Uberai suggerimento, che il Be sdegnava; ma trovò esso più favorevole l'animo del principe? Per gli anni anteriori al 1818 credo diffìcile il dimostrarlo, mancandone qua­lunque prova; che ognuno vede non potersi attribuire tale valore ai mordaci sarcasmi de' quali- il prikcj<pe era prodigo verso le per­sone e gli atti del Governo ; egli, cresciuto ed educato in tutt'ai-tro ambiente, doveva sentirsi a disagio in quella nuova società, cosi chiusa ad ogni idea moderna, doveva sentire quasi istintiva­mente il ridicolo che sul Governo ricadeva per gli errori di quella restaurazione, ma a correggerli sarebbero stati sufficienti una più larga intuizione dei tempi ed un illuminato spirito di conciliazione fra il nuovo e Pantico. Il principe faceva, allora sfoggio delle teo-
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1 H. BIANCHI, Stórta documentata falla diplómagia europea ih Italia, dal 1814 al 18.61, ratino, V. T. E,, 18651872, voi. I. ; ID. Storia della politica austriaca rispetto ai Sovrani ed ai Governi Italiani dal 1791 al maggio i8S7, Sa­vona, Pamboiino, 1857, H, anni 1814-1820; CAIWJTTI, Stòria delU Corte di Sa­voia durante la Rivoluzione e V Impero JfraMua, Torino, Eoux, 1872, voi. IL
a A. 8T.WKK, Memoria, del dim di Dàttero al co-n-te P. Balbo permaCoeHtu-Mone piemonteee, In Bisorgimmto Italiano, I, 638 Bgg.
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