Rassegna storica del Risorgimento

1866 ; TRENTINO
anno <1922>   pagina <279>
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Perchè non abbiamo avuto il Trentino nel 1866 270
mente mutare da rendere pMift è'1lffètt non una so­spensione d'armi di tre o quattro giorni, ma addirittura un ar­mistizio tale da rappresentare la fine della guerra; il suo tele-grignma al generale Petitti è chiara prova di questo. Jl Qialdiui non poteva immaginare, perciò, che la spedizione su Trento fosse diventata ga tanto iirgeliii Si Mpoalf di alterare, dopo due giorni ch'era stata constata, la prestatòilita divisione delle forze, ed i prestabiliti obbiettivù; ' e prababiilmente fu Motto piuttosto ! ri teneri, che* g ilafcfeasse di ina delle solite manifestazióni di quella incertezza Élfomiodo alla quale tutoi erano abituati fin dal prmcìpior-dclla guerra. Egli, inoltre, aveva jfen ragione di rite­nere che le forze, messe a sua disposizione, fossero appena suf­ficienti a disimpegnare- il compitò, ricevuto; dopo la battaglia na­vale di Lissa, flÉel rendeva la flotta austriaca padrona dell'Adria jtice, deve lasciare indietro un'altra divisione a guadare la piazza di Venezia, cosicché arrivò all'Isonzo con dodici divisioni sol-tanto-l 23 luglio telegrafava' -da '"Dreviso al La Marmerà: ..... a l'pgjgfjfy' snodo non poterò andare molto lontano se devO1 M ogni passo lasciare indietro una divisione *.
Jspè di piti; tutti quei telegrammi del Ee, del Ministro degli -galeri, di La Marmerà, lasciavano, come si suol M 'il jÈemp èhe Itrovavtmo; e specialmente, più ambiguo degli altri era quello del La Marmora, Ma allora, perchè si era decisa la marcia Éj l'Isonzo ed eventualmente su Vienna, se si doterà aspettare di sentire Che cosa veniva a direi il principe Napoleone? -E perchè fe: tanto urgeva- la marcia su Trento, non vi si era destinata una delle divisioni sÉe già avevano passato l'Adige e C/he perciò a Trento 'erano più vicine? E come poteva La Marmora assicu­rai ohe a). Virole ci avrebbe pensato lui, mentre urgeva fai! presto e le divisioni da lui dipendenti erano ancora lontane, e non era facile neanche accelerarne la marcia? Quando il gene­rale Oialdini seppe in modo positivo, perchè gliene [furono spie­gate le ragioni, quanto fos.se urgente Poccupazipidi Trento, e seppe che a quella urgente occupazione nessuno ci aveva afb cora seriamente fensato, diede le disposizioni1 e gli ordini xmtifc saia, con duella prontezza, quella decisione e quella precisione etti* gii erano .abituali, e gfe facevano di lui un vero comandante; l li diede volenteroso, informandone tosto il Ee: 'I presidente del consiglio in forma deferente, che dimos-uallo apprez­zasse e condividesse la loro ansia*. H:-rUjéMe all'occupa-