Rassegna storica del Risorgimento

1866 ; TRENTINO
anno <1922>   pagina <283>
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già stato firmato (1), Intanto, conosciuta la sospensione d'anni conclusa dalla Prussia e pervenute, il giorno 22, le precise no­tile iSUll'èslljo; stemmato dello scontro navale di Lissa, fu tenuto Ferrara, il gioii*, ùitJonsiglio di guerra. Wrfu éècìso di concludere con l'Austria una sospensione d'armi o tregua della durata di sei giorni, ette venne infatti conclusa a datare dal mattino del 25.
Da quesito, mometó; si accentuano le due tendenze, già ma­nifestatesi sino da quando apparve probabile, o possibile, che la Prussia interrompesse la guerra: l'Italia deve proseguire la guerra anche da sola contro l'Austria, sino a che non abbia ot­tenuta una nvincitaj ì sia impossessata almeno del Trentino? o, rimanendo isolata, dove fare la pace a qualunque costo, ac­contentandosi di avere guadagnato il Veneto, sia pure dalle mani dell'imperatole Napoleone? Sono, e meglio si dichiareranno in seguito, pel primo partito il Re, Bicasoli e Oialdini; pel secondo, il generale La Mar inora. Fino dal 14 luglio, alla notizia che, da quanto pareva il principe Gerolamo Bonaparte veniva in Italia per imporre l'aWÉllaÀié 'dell'armistizio, il generale Oialdini te* legrafava da Padova al "barone Bacaseli: 4 Son si potrebbe ri­fiutarlo e continuare la guerra a nostro rischio e pericolo? . Il generale La Marmerà il 18 luglio avrebbe voluto avere un abboccamento con Oialdini perchè sentiva il bisogno di spie­gargli quel poco che mi era dato capire sulla politica che si fa­ceva a Ferrara; ed esternargli i seri timori, che io nutrivo sino da allora, che il ministero si fosse lasciato spingere sopra una falsa via, è avessimo poi s> trovarci abbandonati da tutti (2).
Nella stessa giornata del 26 il Sovrane ebbe un colloquio col Bismarck e subito ne comunicò l'esito per telegrafo al Vi­sconti-Venosta; alle ragioni che il generale Govone gli appose a giustificare la necessità che l'Italia aveva d'insistere sulla cessione del Trentino, ed anche di altre Provincie italiane sog­gette all'Austria, oltre al Tenete, il conte di Bismarck gli fece osservare ejhe la pace si faceva in base, alle condizioni proposte dall'imperatore Napoleone, nella sua qualità di mediatore, e, te­nendo eonto dell'ultima di quelle condizioni, la Prussia non po­
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