Rassegna storica del Risorgimento
1866 ; TRENTINO
anno
<
1922
>
pagina
<
288
>
288 JB. Sardagna
Queste popolazioni hanno le stesse aspirazioni nazionali che le altre popolazioni della Venezia. Esse parlano la medesima lingua. Esse ricavano i loro mezzi di sostentamento dal-.Italia. Se esse si separassero dal regno d'Italia, si troverebbero rinchiuse, come un tempo la Savoia, tra una barriera doganale al sud ed una barriera di montagne al nord, e non troverebbero, nelle loro gole anguste e sterili, le stesse risorse che le popolazioni della Savoia trovavano in un territorio più esteso e più fecondo.
<< Malgrado la cessione del Trentino, l'Austria avrebbe ancora in suo possesso le migliori posizioni del versante meridionale alpino, mentre questo territorio permetterebbe all'Italia di fortificare tutt' al più Verona dalla parte della Germania, con uno scopo difensivo. Infine l'Austria, padrona del Trentino, minaccia contemporaneamente il Veneto, Brescia e Milano e sì mantiene sul lago di Garda. La bandiera austriaca continuerebbe a mostrarsi sulle rive di Salò e di Desenzano, come davanti a Peschiera.
Tale questione è dunque estremamente importante. Dalla maniera nella quale verrà risolta dipenderà in gran parte V instaurazione di rapporti definitivamente amichevoli tra l'Austria e l'Italia (1). Parole profetiche!
Ma perchè il Governo francese potesse, anche se ne avesse avuto il desiderio, prendersi seriamente a cuore la questione del Trentino, era troppo tardi; lo stesso Visconti-Venosta non aveva soverchia fiducia nella riuscita di tutti quegli sforzi che egti e il Governo facevano per sentimento di dovere e per potere dire a sé e agli altri che, per lo meno, si era bruciai fin l'ultima cartuccia diplomatica. In data 31 luglio egli infatti scriveva in una lettera al conte Arese: Le questioni che ora rimangono a regolare sono due: questione di forma, questione del Trentino. Sulla prima credo che ci metteremo d'accordo senza troppa difficoltà. Ma sulla questione di Trento, ti confesso che sono molto inquieto. L'Imperatore sostenne sinora ch'egli non può esigere dall'Austria l'unione di un territorio che non è contemplato nel trattato, dopo di avere già fatto recedere l'Austria da molte sue prime pretese per la cessione del Veneto. Una sola cosa avrebbe potuto facilitare l'esito delle
(1) DOG. dipi, in Marchetti, Op, cit,, TI, p. 248.