Rassegna storica del Risorgimento
1866 ; TRENTINO
anno
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1922
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pagina
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290
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*a" F. Sardagna
ben lieta che l'Italia le fornisse Voccasiona É riprendere la guerra, e già nelle trattative per: M prolungamento della tregua si era dimostrata altezzosa. Non può stupire perciò., quanto te cadde.
TI barone Ricasoli, persuaso che le condizioni presentate dall'imperatore Napoleone ed .accettate dall'Balia come'base della stipili azione dell' armistizio, fossero state presentate al governo di Vienna e da questo t'ossero state ammesse, invitava il generale Oialdini a iniziare col comandante le truppe; austriaci le trattative per la conclusione dell'armistizio; ma il 3 agosto rjpaldini rispondeva per telegrafo: * Generale comandante truppe austriache non ha ordini per conclusione ajìmistizio, e mi pare né abbia poca voglia. Frattanto nei giorf -M (e- SÌ luglio; arrivarono dal Danubio 50 mila uomini, e pare che ne debbano arrivare ancora ? fi). Quando pm, il giorno 6, il generale Bariola, sottocapo di stato maggiorejsi recò a Oormons,JÌfordine del generale La Mormora, per abboccarsi col generale austriaco Mòring, si sentì rispondere che l'Austria poneva come prima condizione all'inizio dì ogni trattativa di armistizio, lo sgombero pel 10 agosto di quella parte del Tirolo meridionale e della Contea di Gorizia che le truppe e i volontari italiani avevano occupato. Il marchese Visconti-Venosta comunicava subito quanto accadeva al Nigra, aggiungendo: L'Austria dimtjue rifiuta di trattare sulla base déWiM possidetis militare,::e0Winuto formalmente fra noi e la Francia sulla propasta dello stesso imperatore Napoleone. Segnali immediatamente questo fatto gravtssuno all'Imperatore e a "M'.r Brouyn de Lhuys, È dietra invdto; della Francia;1 e dietro le sue formali proposte che il capo di stato maggiore "di S. M. si è messo in comunicazione col comandante austriaco per tonare l'armistizio. Noi crediamo avere il diritto di tenerci alle condizioni convenute con la Francia . Nigra rispondeva il giorno stesso, 0 agosto, riferendo che l'Imperatore aveva telegrafato al suo ministro degli esteri d'insistere vimmmtò presso il governo di Vienna perchè accettasse le note condizioni Ma il giorno dopo, pur confermando le insistenze che da Parigi venivano fatte presso il governo austriaco, aggiungeva.-: Ma tutto fa credere che l'Austria rifiuterà, e d'altra parie e certo che la Francia" non è affetto disposta a costringerla con la forza.
m Queste iiofcìaiV erano, ?1 *(!;, inékò sagòifftte.