Rassegna storica del Risorgimento
1866 ; TRENTINO
anno
<
1922
>
pagina
<
292
>
292 jr. Sardagna
mata sono scesi in Tirolo, e che altri cinque stanno sull'Isonzo e alla Pontebba; per etri sarebbe vano voler difendere la parte del Tirolo da lei occupata. Perciò si ripieghi con calma a Pri-molano, e Oosenz a Bassano . Sfolla notte il Ministro della guerra gli comunicava la decisione presa dal Consiglio dei ministri di accettare l'imposizione dell'Austria e gli ordinava di fare sgombrare il Trentino, soggiungendo che erano da comprendersi anche i volontari fra i corpi che dovevano sgomberare quel territorio, E allora, il 9 agosto alle ore 6 antimeridiane il generale La Mormora telegrafò a Garibaldi: Considerazioni politiche esigono imperiosamente la conclusione dell' armistizio, per il quale si richiede che tutte le nostre forze si ritirino dal Tirolo. D'ordine del Be, Ella disporrà quindi in modo, che per le ore 4 ant. di posdomani 11 agosto, le truppe da Lei dipendenti abbiano ripassata la frontiera del Tirolo. Il generale Medici ha dalla parte sua cominciato il movimento . H generale Garibaldi rispose: Ho ricevuto dispaccio 1072. Obbedisco (1).
Il governo italiano fece tutto quanto potè, fino all'ultimo momento, pei* ottenere il,Trentino o, almeno, una rettifica delle sue frontiere. Bue volte, durante le trattative per la pace, i plenipotenziari italiani cercarono di portare l'argomento in discussione; nelle sedute, cioè,: del l;8'e;del 28 settembre. Nella seduta del 18 settembre il plenipotenziario austriaco troncò la discussione dichiarandosi privo di istruzioni al riguardo; in quella del 28, dichiarò che il governo austriaco non poteva acconsentire alla discussione, perchè quanto era stato stabilito come base alle
(J mio scritto: Obbedisco tu La Lettoni * del 1 luglio 1920. In seguito ad ulteriori, più precise o più attendibili informazioni avnte, risulta obe la risposta di Garibaldi al telegramma del generale La Mormora non fu immediato. La vettura di Garibaldi, olie si recava a Befczecoa. fn raggiunta, poco dopo Tiaimo. da un ufficialo a cavallo cho consegnò al Generalo il telegramma. Garibaldi lo lesse e da quel momonto rimase raccolto in so soprà-pensiero. Durante la colazione, fatta a Bezzeooa, egli non disse parola, quasi non mangiò, o andava battendo la lama del coltello sull'orlo della tavola, Poi spedi il telegramma! Obbedisco . Quale tempesta di sentimenti sì agitò nell'animo del generale Garibaldi durante quelle ore di indecisione*