Rassegna storica del Risorgimento

1866 ; TRENTINO
anno <1922>   pagina <293>
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Perchè non abbiamo muto il Trentino nel 1866 293
trattative di pace, nei trattati e nelle convenzioni austro-fran-cesi ed austro-prussiane contemplava soltanto la cessione del regno Lombardo-Veneto. H generale Menabrea, plenipotenziario italiano, convinto, come lo era sempre stato, che per ragioni po­lìtiche, militari ed economiche il Trentino dovesse appartenere j ad l'Italia, e convinto che per l'Italia fosse una necessità, l'averlo, continuò a insistere sulla questione, fin che rimase a Vienna, an­che dopo la seduta del 28 settembre. In conversazioni confiden­ziali espose e sviluppò i concetti contenuti nella nota verbale presentata dal Nigra al ministro degli esteri francese; presentò pure l'ipotesi ch E'jM'ia potesseVcompensare con indennità la cessione del Trentino; cercò dimostrare quanto fosse urgente di provvedere almeno ad una rettifica di confine verso l'Isonzo e sul lago di Garda, in modo che questo rimanesse italiano per intiero; ma tutto fu inutile.
Il trattato di pace;, venne firmato alle 14 del 3 ottobre, e nello stesso giorno il generale Menabrea scriveva al presidente del consiglio, Eicasoli:
* La pace HI Non è senza fatica, lo creda signor Barone,
che si è potuto giungere a questi risultati; d'altronde non c'è da meravigliarsene; l'indugiare è il sistema di questa cancelleria, e, a quanto ne posso giudicare, vi fu certamente un momento in cui nella mente di alcuni venne la speranza di potere rinve­nire sulla cessione fatta del Veneto e rimettere tutto in que­stione. La pronta venuta del signor barone di Werther, Ministro di Prussia, fu assai efficace per accelerare le cose, e debbo dire che anche l'Ambasciatore di Francia si prestò egregiamente per rimuovere le difficoltà. Non ho potuto vincerla col trattato per la rettifica della frontiera, perchè vi si oppose vivamente il par­tito militare rappresentato dall'arciduca Alberto, ma in generale l'idea delia rettifica ha fatto molti progressi, e più di un ministro la crede indispensabile per mantenere coll'Italia le buone rela­zioni che la gente da senno ravvisa necessarie bell'interesse stesso dell'Austria. Io eredo adunque che con qualche destrezza, anche mantenendo buoni rapporti coli'Austria, si può sperare di tosto venire ad un accomodamento a questo riguardo (1).
Come il Generale La Marmora si era illuso che l'Austria potesse indursi a cedere per via di accordi il Veneto, così ora
(1) Leti, e Hoc. Ricasóli, vnr, p. 250.